Erasmus Effect: architetti italiani all’estero in mostra a Roma

    Da Piano alla Bo Bardi, fino alla bioarchitettura sociale per l’Africa. La mostra dedicata ai giovani creativi italiani che per l’Effetto Erasmus’ hanno guardato fuori dai confini nazionali.

    Erasmus Effect - Lantern Pavilion  AWP(Rinnovabili.it) – Viaggi trasformati in fughe, esperienze trasformate in opportunità e storie intrecciate tra passato e presente. Sono queste le premesse che aprono le porte della nuova mostra “Erasmus Effect”, inaugurata al Museo MAXXI di Roma per raccontare, fino al 6 aprile 2014,  la storia di tanti architetti italiani che hanno lasciato la madre patria per trovare fortuna lontano.

     

    In un’ambientazione contemporanea fatta di container navali riciclati, la mostra Erasmus Effect scatta una fotografia sul mondo dei progettisti che hanno scelto di guardare oltre i confini nazionali raggiungendo, in molti casi, un successo riconosciuto a livello mondiale.

    Da Giacomo Quarenghi a San Pietroburgo all’opera di Lina Bo Bardi in Brasile, passando per il famoso Beaubourg parigino firmato da Renzo Piano, fino ad approdare alle architetture green e sociali, come il recente Waka Water costruito in Etiopia per soddisfare l’approvvigionamento idrico.

     

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    Se la “fuga di cervelli” e di giovani talenti creativi da un lato ha danneggiato il nostro Paese, il rovescio della medaglia ha permesso di far conoscere l’ingegno e la sapienza italiana anche all’esterno. La mostra Erasmus Effect – Architetti italiani all’estero raccoglie queste e tante altre storie con l’obiettivo di raccontare e presentare la mappa contemporanea dell’architettura e della creatività italiana nel mondo.