Harvesting Station: l’agricoltura urbana che riempie il ‘vuoto’ delle città

    Trasformare gli spazi residuali inutilizzati delle città nel luogo perfetto dove coltivare cibo a km 0, sono le Harving Stations piccole serre per l’agricoltura urbana fai da te

    1 Harvesting Station- l’agricoltura urbana che riempie il ‘vuoto’ delle città(Rinnovabili.it) – L’agricoltura urbana è ormai diventata una pratica diffusa e consolidata tanto da portare all’interno delle città veri e proprio orti urbani a disposizione dei cittadini.

     

    Partendo da questo presupposto l’architetto Antonio Scarponi ha elaborato la Harvesting Station, una piccola struttura in legno pensata per trasformare l’agricoltura urbana in un mezzo per migliorare la qualità delle città e la vita dei cittadini.

    Il concetto è estremamente semplice e sfrutta una struttura modulare in legno di soli 4 mq per contenere un particolate green wall in grado di ospitare la coltivazione di ben 200 piante differenti.

    Strutturata come una piccola serra, la Harvesting Station oltre a protegge le piante dall’inquinamento atmosferico è stata pensata per essere inserita negli spazi residuali delle città, quelle aree inutilizzate collocate ad esempio tra un palazzo e l’altro o corrispondenti ad aree verdi pubbliche non attrezzate.

    Grazie ad un bacino di raccolta dell’acqua piovana connesso ad un sistema di irrigazione a microgocciolamento, l’agricoltura urbana della Harvesting Station è perfettamente indipendente in tutte le sue funzioni.

    L’architetto Scarponi non è nuovo a questo genere di proposte, avendo sviluppato lo scorso anno il concept “Urban farmer rooftop”, vere e proprie distese di agricoltura urbana collocata sulle coperture inutilizzate dei capannoni industriali.

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