Led e telecamere per un green building invisibile

    La Torre Infinity, grazie ad una facciata a led ipertecnologica, diventerà il primo green building capace di rendersi invisibile all’occhio umano

    Led e telecamere per un green building invisibile(Rinnovabili.it) – Più che un green building sarà un “invisible building”. La Torre Infinity, edificio di 450 metri di altezza, è pensato per creare un’illusione ottica, rendendosi invisibile grazie a un sofisticato sistema installato sulle innovative facciate a led. Mediante 500 file di led e telecamere di telecamere, proietterà immagini in tempo reale sulla facciata riflettente del palazzo.

     

    La Torre Infinity è stata disegnata da uno studio californiano, Gds, e dovrebbe trovare posto nel Yongsan Business Center, una zona non lontana dall’aeroporto di Seul, in Corea del Sud. Il complesso diventerà un riferimento visivo della città asiatica, un luogo caratteristico da stampare sulle cartoline: sempre che il sistema di invisibilità non sia stato preventivamente attivato. L’edificio potrà raggiungere il grado di invisibilità desiderato a seconda di come deciderà il proprietario, grazie al sistema ottico di telecamere che registrano e riproducono in tempo reale. I dispositivi si collocheranno sulle diverse facciate della torre, raccoglieranno le immagini dell’ambiente circostante e, una volta trattate, verranno proiettate sugli schermi a led. Tutto ciò provocherà un effetto di invisibilità dell’edificio capace di ingannare l’occhio umano.

     

    L’approvazione del progetto era prevista per il 2014, ma il quest’ultimo si è fermato più volte nel tempo sulle scrivanie delle autorità urbanistiche coreane, accumulando un ritardo. Il problema sembra essere stato proprio la sua invisibilità, che potrebbe rappresentare un problema proprio per il traffico aereo. Di recente, però è arrivato l’ok e il palazzo verrà costruito.

    La torre disporrà di una piattaforma di osservazione che, una volta completata, sarà il terzo punto panoramico più alto del mondo, con vista sul traffico aereo dello scalo coreano. All’interno dell’edificio, anche spazi per il tempo libero, con attrazioni, ristoranti e un teatro.

    L’Infinity tower, tuttavia, non si rende invisibile soltanto per consentire allo sguardo (seppur virtualmente) di spaziare. L’intenzione è lanciare un messaggio: Seul e la nazione intera saranno i primi ad avere una “anti-torre”, che rappresenta la collocazione del Paese asiatico così come percepita nel mondo: ricopre una posizione di forza, ma senza che la sua ubicazione sia particolarmente conosciuta.

     

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    1 commento

    1. green building? E, in altri articoli è tutto un fiorire di eco-friendly, green, packaging e via dicendo.

      Non credo di essere particolarmente rompiscatole affermando che si poteva benissimo titolare “edificio verde”…

      Non sono contrario a priori all’utilizzo di termini stranieri che magari possono essere intraducibili in italiano e/o scomodi da utilizzare, tuttavia perchè non parlare in italiano agli italiani?

      Ricordo le parole di Tullio De Mauro circa il fatto che “il 71 per cento della popolazione italiana che si trova al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura di un testo di media difficoltà”:

      “Non bisognerebbe mai dimenticare che la conoscenza della lingua madre è il fondamento per lo studio delle altre discipline scolastiche e delle altre lingue, così come è alla base della capacità di orientarsi nella società e di farsi valere nel mondo del lavoro.

      Sembrano constatazione banali, ma non lo sono affatto in un contesto in cui l’insegnamento dell’italiano nelle scuole soccombe all’anglofilia diffusa e la lettura, sul piano sociale, è nettamente sacrificata rispetto all’approccio visivo, comportando vere mutazioni psichico-cognitive. Se ciò risulta vero, non è eccessivo affermare che l’emergenza culturale, nel nostro Paese, dovrebbe preoccupare almeno quanto quella economica.”

      Scrive poi Beppe Severgnini: “L’abuso della lingua inglese fa ridere tutti: meno gli interessati.”

      Ed ecco, aggiungo io, sempre più persone parlano un cattivo inglese, senza neanche saper parlare un buon italiano.

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