Il quartiere danese che si trasforma in giardino urbano

    Valdemars Have è un nuovo blocco residenziale concepito come vero e proprio giardino urbano, con giardini verticali, facciate e tetti verdi

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    (Rinnovabili.it) – Un intero isolato diventa giardino urbano nel cuore culturale della città. Succede a Aarhus, la seconda città più popolosa della Danimarca che nel 2017 diventerà capitale europea della cultura. In questo contesto lo studio di design danese Schmidt Hammer Lassen ha recentemente vinto il concorso per la progettazione di un nuovo sviluppo residenziale, denominato “Valdemars Have”.

    L’intenzione dello studio è di inserire l’intervento in armonia con la tradizionale architettura della città, caratterizzata da vecchie case di mattoni rossi. L’isolato si trova su un terreno in leggera pendenza, situato nel cuore culturale e verde di Aarhus, vicino alle principali attrazioni culturali della città. Gli architetti hanno scelto di richiamare mattoni rossi e stile delle facciate circostanti calibrando modelli di muratura (utilizzando diverse tonalità che spaziano dal rosso mattone al nero), finestre e balconi dei nuovi edifici. Inoltre gli edifici, tipicamente a sei piani, si abbassano a quattro in prossimità della vicina via Valdemarsgade per permettere un’adeguata illuminazione naturale all’area, mentre un ampio viale delimita l’isolato sul lato nord.

     

    Valdemars-Have-giardino urbano 2 Ma il punto di forza del progetto risiede nel fatto che l’intero isolato è circondato e permeato da spazi verdi. Non soltanto giardini a separare gli edifici, ma le stesse facciate e molte delle terrazze diventano giardini verticali e tetti verdi. Una soluzione in parte già adottata in precedenza dallo studio Schmidt Hammer Lassen, ad esempio nel progetto di estensione dell’ospedale di Helsingborg in Svezia, dove la componente dei tetti verdi era predominante e caratterizzava l’intera struttura.

    Nel “Valdemars Have” di Aarhus le facciate verdi danno al progetto un aspetto unico e contribuiscono a suggerire la percezione di un edificio “piantato” all’interno di un giardino, dove il paesaggio e gli elementi verdi danno carattere ed identità alla costruzione. Le aree esterne, accessibili al pubblico, manterranno il carattere di vero e proprio giardino grazie alla varietà di piante e fiori, a sottolineare l’attenzione per la biodiversità e in modo da ricreare un microclima particolare per l’isolato.

    1 commento

    1. I percorsi dei progettisti sono troppo spesso interrotti e considerati cibo per gli speculatori responsabili dell’Urbanistica degli Uffici Comunali. Non si tratta di pessimismo bensì’ di realismo, in Italia le cose vanno così’!

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