Riqualificazione, la formula magica per tagliare le emissioni di CO2 a scala urbana

    I ricercatori sono riusciti a ridurre da 82 a 8 le variabili per individuare quali edifici hanno meno efficienza termica, in modo che gli interventi siano concentrati laddove ce n’è più bisogno.

    Riqualificazione, la formula magica per tagliare le emissioni di CO2 a scala urbana

     

    (Rinnovabili.it) – La soluzione elaborata dal MIT non è come la sfera di cristallo che predice il futuro, ma ci si avvicina abbastanza. Il problema è quello dell’efficienza energetica e dei piani di riqualificazione a scala urbana o di quartiere. Servono risorse ingenti per portarli a termine, e spesso passano degli anni prima che le amministrazioni riescano a reperire i fondi necessari. E se invece si selezionassero solo quegli interventi che permettono di abbattere il maggior quantitativo di emissioni di CO2? Facile a dirsi: bisognerebbe sapere come individuarli, in mezzo a una miriade di fattori e variabili. Ecco il valore della ricerca del MIT: gli scienziati di Boston hanno trovato un modo semplice per scegliere sempre la strategia migliore.

     

    http://humnetlab.mit.edu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/InterfaceCambridgeEnergyPlanning.pdfIn altre parole, la loro ricerca mostra come individuare quali edifici rimodernare e rendere energeticamente efficienti, così da avere complessivamente il maggior impatto sulle emissioni inquinanti della città. Minimo sforzo, massimo risultato. Al progetto ha lavorato un team di studiosi coordinati da Marta Gonzàlez e Franz-Josef Ulm, docenti di ingegneria civile ed ambientale della prestigiosa università. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista specialistica britannica Interface.

     

    Il primo passo è stata la mappatura dei fattori da considerare rispetto all’efficienza termica degli edifici. In tutto hanno isolato ben 82 variabili. Tante, anzi decisamente troppe. Occorre semplificare il quadro. Allora hanno preso come campione di studio alcune aree di Boston e Cambridge (MA) e sono incredibilmente riusciti a ridurli a 8. Di fatto, 3 di essi pesano per l’85-90% delle variazioni tra efficienza dei diversi edifici, dunque rendono il set decisamente rappresentativo.

    Otto tipi di dati facili da reperire, senza meticolose e dispendiose misurazioni in sito, grazie a un escamotage. In pratica, basta guardare la bolletta del gas e confrontare i consumi con i dati delle cubature degli edifici e con il meteo del periodo. Così le amministrazioni possono agire in modo più puntuale ed efficiente. E abbattere davvero le emissioni: basti pensare che negli USA il 44% dell’energia impiegata negli edifici serve per la climatizzazione, che a sua volta è responsabile del 20% della CO2 emessa a livello nazionale.

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