Groenlandia, un tetto bianco studia i cambiamenti climatici

    Il progetto ha avuto la meglio su quelli di concorrenti di altissimo livello, da Snøhetta a Olafur Eliasson e Kengo Kuma. Sarà completato nel 2020 e messo a disposizione di scienziati, turisti e comunità locale

    Groenlandia, un tetto bianco studia i cambiamenti climatici

     

    (Rinnovabili.it) – Dopo una lotta contro i big dell’architettura, lo studio danese Dorte Mandrup Arkitekter si è aggiudicato la costruzione del nuovo Icefiord Centre, che sorgerà nella valle di Sermermiut in Groenlandia. La proposta ha convinto più di quella dei rivali Snøhetta, Olafur Eliasson e Kengo Kuma grazie alla capacità di rispettare e integrarsi nel delicato ecosistema dell’area, che è riconosciuta sito Unesco fin dal 2004. Il centro diventerà punto di riferimento per lo studio dei cambiamenti climatici, che proprio in Groenlandia stanno emergendo con particolare evidenza, anche se le autorità locali tendono a sminuirne la portata per dare il via allo sfruttamento delle risorse naturali dell’isola. Ma non sarà un luogo riservato soltanto a scienziati e ricercatori. Lo scopo del progetto, infatti, è permettere anche a semplici visitatori, viaggiatori, escursionisti, di poterne fruire per avere esperienza diretta delle conseguenze del riscaldamento globale.

     

    Groenlandia, un tetto bianco studia i cambiamenti climatici

     

    La struttura sostenibile – tutta realizzata in legno – è un unico spazio semicircolare, studiato per avere un impatto sul paesaggio davvero minimo. Il perno del progetto, infatti, è la soluzione individuata da Dorte Mandrup Arkitekter per ampliare la superficie utilizzabile al tetto. Un “tetto bianco”, che si mimetizza nel paesaggio innevato circostante, quasi fosse uno dei molti rilievi che caratterizzano la vallata, e funziona sia da punto di osservazione privilegiato, sia da base di partenza per escursioni nei dintorni del fiordo lungo il World Heritage Trail. Il tetto ha una leggera pendenza che continua fino a congiungersi col terreno su uno dei lati per facilitare l’accesso.

    Da lì si può osservare il ghiacciaio di Ilulissat, i cui strati più antichi risalgono a circa 250mila anni fa, oppure rivolgersi verso il fiordo e toccare con mano lo scioglimento dei ghiacci osservando gli iceberg che ne solcano le acque. All’interno del centro spazi espositivi consentiranno di spiegare la storia del sito, che va indietro nel tempo di ben 4.000 anni, riflettendo sull’evoluzione della storia dell’uomo e il suo impatto sul pianeta a livello locale e globale. L’Icefiord Centre dovrebbe essere completato entro il 2020.

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