Adaptation Gap Report 2023: servono quasi 400 mld $ l’anno in finanza per il clima

Nel rapporto annuale sui flussi finanziari per le misure di adattamento verso i paesi in via di sviluppo, l’agenzia ONU per la protezione ambientale calcola che i volumi attuali devono crescere di 10-18 volte. La forchetta oggi si aggira tra i 215 e i 387 mld $ l’anno fino al 2030. Dopo il 2050 crescerà in modo significativo

Finanza per il clima: l’Adaptation gap report 2023 suona l’allarme
Foto di Misbahul Aulia su Unsplash

Secondo l’UNEP il gap di adattamento è aumentato del 50% rispetto al 2022

(Rinnovabili.it) – Tra i 215 e i 387 miliardi di dollari l’anno, fino al 2030. È l’ammontare di finanza per il clima necessaria per le misure di adattamento nei paesi in via di sviluppo. Una nuova stima, presentata dall’Adaptation Gap Report 2023 dell’UNEP, l’agenzia ONU per la protezione ambientale, che è il 50% più alta rispetto a quella preventivata l’anno scorso. Di fatto, i flussi diretti a questi paesi devono crescere di 10-18 volte rispetto ai volumi attuali.

Tutti i numeri dell’Adaptation Gap Report 2023

Valori in rialzo per l’effetto traino di due fattori. Da un lato, l’aggravarsi della crisi climatica e dei suoi impatti fisici, ben visibili quest’anno con il 2023 che si avvicinerà di molto alla soglia degli 1,5 gradi. Dall’altro, flussi di finanza per il clima troppo variabili e incerti. Basti pensare che mentre si fatica a trovare la quadra per rendere operativo il meccanismo per le perdite e i danni, che dovrebbe vedere la luce alla Cop28 di Dubai tra un mese, i paesi ricchi non hanno ancora garantito i 100 miliardi di dollari l’anno promessi, entro il 2020, nel lontano 2009.

“Nel 2023, il cambiamento climatico è diventato ancora una volta più distruttivo e mortale: i record di temperatura sono crollati, mentre tempeste, inondazioni, ondate di caldo e incendi hanno causato devastazione”, spiega Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’UNEP. “Questi impatti sempre più intensi ci dicono che il mondo deve ridurre urgentemente le emissioni di gas serra e aumentare gli sforzi di adattamento per proteggere le popolazioni vulnerabili. Nessuno dei due sta accadendo”.

La conseguenza è che oggi il gap di adattamento si aggira tra i 194 e i 366 miliardi di dollari l’anno. Vale a dire appena lo 0,2-0,36% del pil globale. Ma la tendenza, invece che all’aumento, punta verso il basso. La finanza per il clima generata sia da canali multilaterali che bilaterali e specificamente diretta a misure di adattamento per i paesi in via di sviluppo è scesa del 15% arrivando a 21 miliardi di dollari nel 2021. “Questo calo avviene nonostante gli impegni presi alla COP26 di Glasgow di fornire circa 40 miliardi di dollari all’anno in sostegno ai finanziamenti per l’adattamento entro il 2025. e costituisce un precedente preoccupante”, nota l’Adaptation Gap Report 2023.

Soluzioni per migliorare la finanza per il clima

Per chiudere il gap non basta rendere efficienti gli strumenti disponibili oggi: ne servono di nuovi e complementari. L’UNEP suggerisce di lavorare su alcune direttrici: le rimesse, l’aumento e l’adattamento dei finanziamenti alle piccole e medie imprese, l’attuazione dell’articolo 2.1(c) dell’accordo di Parigi sullo spostamento dei flussi finanziari verso percorsi di sviluppo a basse emissioni di carbonio e resilienti ai cambiamenti climatici, e una riforma dell’architettura finanziaria globale, come proposto dalla Bridgetown Initiative. Oltre a rendere operativo il meccanismo per i loss & damages.

“Anche se la comunità internazionale smettesse di emettere tutti i gas serra oggi, i disagi climatici impiegherebbero decenni per dissiparsi”, sottolinea ancora Andersen. “Quindi, esorto i politici a prestare attenzione all’Adaptation Gap Report, ad aumentare i finanziamenti e a fare della COP28 il momento in cui il mondo si impegna pienamente a isolare i paesi a basso reddito e i gruppi svantaggiati dagli impatti climatici dannosi”.

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