La Commissione europea dà il via libera alla richiesta italiana di flessibilità fiscale, ma l’ok definitivo dovrà arrivare dal Consiglio UE

Luce verde alla richiesta italiana di attivare la clausola di salvaguardia nazionale, lo strumento che permette agli Stati membri, in condizioni eccezionali, una deviazione temporanea dal percorso di rientro del debito. Secondo quanto riferito dal portavoce della Commissione europea Balazs Ujvari, l’Esecutivo UE ha accolto oggi formalmente la richiesta di flessibilità inviata da Roma in relazione alle maggiori spese per la difesa e per la sicurezza energetica.
“Oggi rappresenta un passo importante nelle procedure che abbiamo a disposizione in base alla National Escape Clause (NEC)” ha spiegato Ujvari rispondendo ad una domanda di un giornalista. “Abbiamo ricevuto una richiesta di attivazione dall’Italia l’11 settembre. E l’abbiamo valutata come facciamo sempre. La nostra valutazione ha concluso che, in effetti, l’attivazione della clausola non compromette la sostenibilità fiscale. Nel medio termine, nel caso dell’Italia la nostra valutazione è positiva”.
L’Italia è il 19° Stato membro che richiede l’attivazione della clausola ma, come anticipato, stavolta la flessibilità non riguarda solo le spese per la difesa. La NEC consentirà infatti al Belpaese di investire nei prossimi 3 anni 14 miliardi di euro, ossia circa lo 0,3% del PIL all’anno, per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia.
Le risorse, come spiegato dal ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti nella Relazione al Parlamento 2026 che ha accompagnato il Documento Programmatico di finanza pubblica, saranno destinate a famiglie, studenti, imprese, pubbliche amministrazioni e infrastrutture.
Nel dettaglio:
- Famiglie: è previsto un contributo per interventi in linea con le Comunicazioni della Commissione europea.
- Studenti: misure per incentivare l’uso del trasporto pubblico.
- Imprese: sostegno alla produzione di energia rinnovabile, contenimento dei costi energetici per quelle più esposte e spinta alla decarbonizzazione, tramite misure sul fotovoltaico, una nuova Energy Release, il potenziamento dell’idroelettrico e la promozione del biometano.
- Pubbliche amministrazioni: efficientamento energetico e sviluppo delle rinnovabili in edifici e strutture pubbliche, in particolare quelle del Servizio sanitario nazionale, le scuole, le università e gli impianti sportivi.
- Trasporti: finanziamento di investimenti nelle infrastrutture ferroviarie che favoriscono la mobilità sostenibile.
“Il nuovo percorso programmatico dell’indicatore della spesa netta, inclusivo dell’utilizzo dei suddetti spazi di bilancio connessi all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, prevede un tasso di crescita annuo pari al 3,3 per cento nel 2027 e all’1,7 per cento nel 2028. Nel 2029 l’indicatore è previsto allo 0,2 per cento”, si legge nel documento del MEF.
Il via libera della Commissione europea costituisce però solo il primo passo.
Ora, come sottolineato dallo stesso portavoce UE, il fascicolo passerà al Consiglio che dovrà decidere sulla base della raccomandazione della Commissione e adottare entro un mese una propria raccomandazione per autorizzarci a deviare dal percorso di spesa netta. “Solo allora la clausola potrà essere ufficialmente attivata per l’Italia”.












