Le banche centrali studiano come affrontare i rischi climatici

In un rapporto esplorativo, il Network for Greening the Financial System che riunisce 89 banche centrali mette sul tavolo le opzioni di politica monetaria per limitare gli shock da crisi legate al clima

Rischi climatici: le banche centrali provano a diventare più verdi
Foto di TheDigitalWay da Pixabay

L’intreccio dei rischi climatici con la politica monetaria

(Rinnovabili.it) – Più resilienza di fronte ai rischi climatici. Proteggere la politica monetaria da shock finanziari legati al cambiamento climatico è l’imperativo. Ma c’è anche la prospettiva di usare gli strumenti delle banche centrali per supportare la politiche climatiche. Sono i tre cardini – due di precauzione, uno più innovativo – dell’ultimo rapporto del Network for Greening the Financial System, il gruppo che riunisce 89 tra le più importanti banche centrali inclusa la BCE e la Federal Reserve americana.

“In tutti i possibili scenari, i rischi climatici avranno conseguenze per le prospettive economiche, per il sistema finanziario in cui operano le banche centrali e, quindi, per la conduzione della politica monetaria, sostiene il report. “La tempistica e la gravità di queste conseguenze dipendono da quanto siano rapide ed efficaci le politiche di transizione. Inoltre, il cambiamento climatico pone nuovi rischi finanziari alle operazioni di politica monetaria delle banche centrali”.

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Fino a qui tutti i membri sono d’accordo. Manca invece un consenso su quali misure e approcci mettere in campo. Il dossier li passa in rassegna, annotando punti di forza e possibili effetti collaterali indesiderati. Ma qualcosa bisognerà fare, visto che “secondo le attuali prove scientifiche, non intraprendere alcuna azione non è vista come un’opzione sostenibile dati gli impatti sistemici dei cambiamenti climatici sull’economia reale, sul rischio finanziario, sui prezzi di mercato e quindi sulla conduzione della politica monetaria”.

Tra le proposte allo studio, calibrare il tasso di interesse sui prestiti in base a quanto le operazioni del richiedente aiutano a mitigare il cambiamento climatico o a decarbonizzare il modello di business; modulare il tasso di interesse sulla composizione delle garanzie collaterali di chi richiede finanziamenti, alzandolo in caso gli asset siano ad alto contenuto o intensità di carbonio; l’acquisto di asset più verdi.

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I problemi? Secondo il rapporto, la riduzione della disponibilità di credito agli inquinatori potrebbe avere il maggiore impatto negativo sull’efficacia della politica monetaria. Mentre potrebbe essere difficile attuare a livello operativo la modifica delle regole sulle garanzie. L’inclinazione degli acquisti di asset verso investimenti più puliti potrebbe avere entrambi questi potenziali problemi.

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