Danimarca: mega investimento sui tagli alle emissioni

Un progetto ambizioso che mira ad ottenere tagli alle emissioni del 70% entro 10 anni. Ma puntando tutto su tecnologie “troppo” all’avanguardia.

Investimento record del governo danese sui tagli alle emissioni, ma il problema non è ‘quanto’ ma ‘come’

(Rinnovabili.it) – Durante la sessione di apertura del parlamento danese martedì 6 ottobre, la premier Mette Frederiksen ha promesso di investire una cifra record nei tagli alle emissioni. Nei prossimi cinque anni, Copenhagen è pronta a mettere sul tavolo 10 miliardi di corone danesi, che corrispondono a quasi 1,3 miliardi di euro. Questi fondi saranno destinati a nuove iniziative per il clima. Una mossa obbligata per il capo del governo: i suoi tentennamenti in materia di ambiente stavano facendo scricchiolare la maggioranza.

Al punto che durante la seduta del 6 ottobre rischiava di andare in scena una resa dei conti. Frederiksen ha deciso di giocare d’anticipo per mettere a tacere alleati e opposizioni. Ma non è affatto chiaro quanto siano solide le sue promesse, dopo che le anticipazioni trapelate solo pochi giorni prima sembravano una versione molto annacquata del programma originale. Il problema, sottolineavano i critici, è che si basava molto sull’uso di tecnologie che non saranno disponibili prima di alcuni anni.

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Agitando la carta degli 1,3 miliardi di euro la premier ha voluto tranquillizzare opinione pubblica e politica sulla fattibilità del suo piano sul clima. Un progetto ambizioso che punta ad ottenere tagli alle emissioni del 70% entro 10 anni. Grazie al quale, peraltro, la leader socialdemocratica era riuscita a costruire una coalizione con i social liberali di Morten Østergaard e a guidare il paese.

Gli investimenti, secondo quanto anticipato, dovrebbero essere diretti principalmente verso lo sviluppo di quelle tecnologie necessarie per potenziare gli ambiti prioritari del piano governativo sul clima, tra cui figurano sequestro e stoccaggio del carbonio, idrogeno verde, agricoltura sostenibile e riciclo della plastica. Risorse che provengono sia da Recovery Fund, sia su un piano nazionale di ripartenza post-covid approvato lo scorso agosto. Per il momento, le iniziative effettivamente messe in campo da Frederiksen valgono soltanto un taglio alle emissioni del 25%.

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