Svizzera e Perù stringono un patto sulle compensazioni di carbonio

Lima e Berna stabiliscono un precedente che potrà servire da guida alla prossima COP di Glasgow, quando si tornerà a negoziare sul nuovo meccanismo globale di carbon offset

Compensazioni di carbonio
chiaravi da Pixabay

L’accordo di Parigi prevede che le compensazioni di carbonio siano negoziate per via bilaterale

(Rinnovabili.it) – Durante le ultime COP i negoziatori non sono riusciti a trovare l’intesa giusta per creare un mercato globale del carbonio. Ma questo non esclude che si possano raggiungere dei patti bilaterali, tra singoli Stati, sulle compensazioni di carbonio (carbon offset). Una possibilità prevista esplicitamente dall’accordo di Parigi, all’articolo 6. E che adesso diventa per la prima volta al mondo realtà, grazie all’accordo stretto tra Perù e Svizzera. Che può fare scuola.

In cosa consiste? L’accordo consente al Perù di finanziare progetti di sviluppo sostenibile, mentre la Svizzera può inserire i tagli alle emissioni che ne derivano nel computo dei suoi obiettivi nazionali. In più, offre al governo svizzero la possibilità di trasferire al governo locale o alle società private con sede in Svizzera i diritti di ritirare le compensazioni. E poi l’accordo include una clausola importante: il divieto esplicito di doppio conteggio. Significa che solo uno tra Perù e Svizzera può contare una specifica azione o progetto come contributo al bilanciamento delle emissioni.

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La prima applicazione concreta di un accordo per le compensazioni di carbonio potrà servire in vista della prossima COP, quando si tornerà a negoziare sull’articolo 6 dell’accordo di Parigi, che stabilisce le regole per creare un nuovo meccanismo globale di compensazione del carbonio. Perché tra i nodi più difficili da sciogliere c’è proprio la questione del doppio conteggio, in base al quale la riduzione delle emissioni viene conteggiata sia dal paese che ha acquistato il credito, sia dal paese in cui è avvenuta l’effettiva riduzione delle emissioni.

Lima e Berna quindi possono stabilire un precedente e facilitare i prossimi negoziati, l’anno prossimo a Glasgow. Il ministro dell’Ambiente peruviano Kirla Echegarry ha detto che l’accordo ha richiesto due anni per negoziare ed è stato “un esempio di come la cooperazione tra i paesi possa facilitare il raggiungimento dei nostri obiettivi climatici e, allo stesso tempo, portare prosperità e benessere ai nostri cittadini”.

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