Patagonia, il primo impegno è salvare il Pianeta

Il fondatore del celebre marchio di abbigliamento outdoor Patagonia ha ceduto l’itero pacchetto azionario – del valore di 3 miliardi di dollari – a sostegno della crisi climatica. Perché «il nostro unico azionista è il Pianeta». Lo abbiamo stressato troppo, ma forse possiamo ancora salvarlo

Patagonia
Credits: Patagonia

(Rinnovabili.it) – Il fondatore di Patagonia, Yvon Chouinard, ha trasferito a una fondazione il 2% delle azioni con diritto di voto e il 98% a un’associazione non profit per la lotta alla crisi climatica. L’intera proprietà è valutata 3 miliardi di dollari.

Proteggiamo l’ambiente, la fonte di ogni ricchezza

«Invece di estrarre valore dalla natura e trasformarlo in profitti per gli investitori, useremo la prosperità generata da Patagonia per proteggere la vera fonte di ogni ricchezza», ha detto Chouinard. Infatti Patagonia ha annunciato che tutti i profitti non reinvestiti nell’azienda – circa 100 milioni di dollari l’anno – saranno distribuiti sotto forma di dividendi per progetti di conservazione ambientale in ogni parte del mondo. Patagonia è forse il più famoso marchio di abbigliamento sportivo tecnico che ha fatto della sostenibilità il suo tratto caratterizzante. Non stupisce, quindi, la scelta di Chouinard che fondò l’azienda 49 anni fa. Ne ha dato l’annuncio con un suggestivo comunicato: «Il nostro unico azionista ora è il Pianeta».

Il nostro business è salvare il Pianeta

La responsabilità di Patagonia nei confronti dell’ambiente ha seguito fin dall’inizio un percorso lineare, a cominciare da tessuti che fossero più responsabili possibile. Ogni anno l’1% delle vendite è stato destinato a iniziative di protezione ambientale, l’azienda è diventata una B Corp e una Società Benefit certificata in California. Ma Yvon Chouinard non è certo il tipo che si accontenta, ma guarda sempre avanti. Infatti, nel 2018 Patagonia ha cambiato la mission aziendale che è diventata «siamo in affari per salvare il nostro Pianeta». È anche un tipo non convenzionale. Ricordate una pubblicità di qualche anno fa con il claim “Non comprate questa giacca”? Esortava al riuso, al riciclo, a non buttare: Patagonia aggiusta i capi danneggiati o consumati.

Il trasferimento delle azioni

Le azioni con diritto di voto (il 2% del totale delle azioni) saranno trasferite al Patagonia Purpose Trust, un fondo che ha lo scopo di preservare i valori dell’azienda. Il fondo sarà controllato dalla famiglia Chouinard e dai consiglieri per garantire che l’attività sia gestita in modo responsabile. Il restante 98% delle azioni è stato donato a Holdfast Collective, una organizzazione senza scopo di lucro impegnata nel contrasto alla crisi ambientale e nella difesa della natura.

Patagonia continuerà a esistere

Niente paura per gli amanti del marchio: Patagonia continuerà a esistere come azienda privata e a fabbricare i suoi famosi capi di abbigliamento outdoor. Inoltre, continuerà a devolvere l’1% dei profitti ad associazioni ambientaliste. «Speriamo che questo influenzi una nuova forma di capitalismo che non finisca con pochi ricchi e un mucchio di poveri», ha dichiarato Couinard in una intervista al “New York Times”. Chouinard è consapevole dei problemi («la Terra non ha risorse infinite ed è chiaro che abbiamo superato i suoi limiti»), ma conserva una buona dose di ottimismo: «Il nostro Pianeta è anche resiliente. Se ci impegniamo, possiamo ancora salvarlo».

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