World Bank: 500 mln al Marocco per finanziare il solare termodinamico

Il Paese sta raccogliendo i finanziamenti per realizzare due centrali solari a concentrazione della capacità complessiva di almeno 300 Megawatt

World Bank: 500 mln al Marocco per finanziare il solare termodinamico(Rinnovabili.it) – Quasi 520 milioni di dollari per finanziare l’avanzata del solare termodinamico nel Nord Africa. Questa infatti è la cifra stanziata dalla World Bank a favore del Marocco e grazie alla quale saranno realizzate due centrali solari a livello nazionale della capacità complessiva di almeno 300 Megawatt. Entrambi i progetti fanno parte della seconda fase del programma di solarizzazione avviato dal governo, che mira all’istallazione di 2 GW di capacità solare entro il 2020: un quantitativo che equivarrebbe a circa il 38 per cento della attuale capacità di generazione installata del Paese.

Si tratta di una mossa quanto mai necessaria se si considera che oggi la nazione è la più grande importatrice di energia del Medio Oriente, e dipende dalle importazioni di combustibili fossili per generare oltre il 97 per cento della sua energia. “Il Marocco si trova in prima linea nelle politiche climatiche nella regione”, ha commentato Inger Andersen, Vice Presidente Regionale della Banca Mondiale per il Medio Oriente e Nord Africa. “Il paese è ben posizionato per beneficiare del suo vantaggio in un momento in cui altre potenze regionali stanno cominciando a pensare più seriamente a programmi di energia rinnovabile”.

 

I piani per le due centrali seguono infatti di poco quella della centrale a concentrazione da 160 MW attualmente in fase di realizzazione nella zona di Ouarzazate. I risultati delle gare d’appalto per la costruzione dei due impianti – 200 MW usando la tecnologia parabolica lineare e 100 MW con la tecnologia della torre solare – sono attesi nei prossimi giorni. L’operazione richiederà, oltre al cospicuo finanziamento della Banca mondiale,  il sostegno finanziario di organizzazioni come la Banca di sviluppo africana, la BEI, l’Agence Francaise de Developpement, la KfW e la Commissione europea.

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