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Data center in Europa: tanti progetti in pipeline ma reti elettriche non all’altezza

L’Europa punta a triplicare i data center, necessari per l'IA, ma capacità di rete e costi frenano lo sviluppo in tutti i principali hub.

Vincoli energetici data center, IEA: l’UE deve sbloccare le reti.
Vincoli energetici data center, IEA: l’UE deve sbloccare le reti – Immagine realizzata con IA

La crescita dei data center mette sotto pressione la rete UE a causa dei vincoli energetici

I vincoli energetici dei data center emergono come il principale ostacolo alla crescita del settore in Europa. Secondo l’IEA, e come riportato anche nell’ultimo World Energy Outlook 2025, la regione mostra una pipeline di progetti pari al 130% della capacità installata attuale, ma la rete elettrica non è in grado di sostenere questa espansione. I tempi di connessione arrivano fino a 10 anni, con hub come Dublino che hanno sospeso nuove richieste fino al 2028. L’AI Continent Action Plan conferma l’obiettivo di triplicare la capacità europea, ma indica energia e infrastrutture come condizioni imprescindibili. Senza interventi sulla rete, l’Europa non raggiungerà i propri obiettivi digitali.

Crescita dei data center: 25% della capacità globale nel 2015, 15% nel 2024

L’Europa perde peso nel mercato globale dei data center. Nel 2015 rappresentava oltre il 25% delle installazioni mondiali. Nel 2024 scende al 15%, mentre Stati Uniti e Cina accelerano. L’obiettivo europeo di triplicare la capacità in 5-7 anni nasce dall’esigenza di ridurre il divario: la Commissione, nell’AI Continent Action Plan, punta a potenziare infrastrutture digitali e competitività tecnologica. Il WEO 2025 conferma che Stati Uniti, Cina ed Europa concentrano l’82% della capacità mondiale e oltre l’85% delle nuove installazioni. La crescita dei data center europei resta però più lenta rispetto ai competitor: il mercato è cresciuto a un tasso pari alla metà della media mondiale negli ultimi dieci anni .

Domanda elettrica europea: i data center pesano fino al 10% della crescita al 2030

Nei modelli IEA, i data center rappresentano il 10% della crescita della domanda elettrica UE al 2030. La concentrazione nelle aree urbane aumenta la pressione sulle reti locali. Gli hub FLAP-D (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino) registrano ritardi crescenti. Nei progetti annunciati, la dimensione media aumenta drasticamente: nei Paesi Bassi i nuovi data center hanno una capacità tre volte superiore a quella delle strutture esistenti, in Spagna addirittura sette volte superiore. Se tutta la pipeline fosse completata, questi impianti arriverebbero a pesare 4-5% del picco di domanda in Francia e Germania e 10% in Spagna e Paesi Bassi . Una parte della domanda crescerà anche per effetto dei server ottimizzati per l’AI che, secondo il World Energy Outlook 2025, sono destinati a quintuplicare i consumi globali entro il 2030.

Capacità massima di progettazione delle strutture dei data center nell’Unione Europea per paese, 2025

Congestione della rete elettrica: 4,3 mld di costi e attese fino a 10 anni

La congestione della rete elettrica è il principale limite alla crescita. Le code di connessione nei nodi FLAP-D durano 7-10 anni, secondo IEA . Dublino ha sospeso ogni nuova richiesta fino al 2028, mentre Amsterdam ha già imposto restrizioni nel recente passato. L’ACER stima in 4,3 miliardi di euro i costi diretti della congestione nel 2024, senza includere i costi economici dei ritardi. Il WEO 2025 evidenzia pressioni anche sulle catene di approvvigionamento: trasformatori, cavi e componenti energetici registrano tempi di consegna in rapido aumento. Per questo, l’IEA ritiene che il 20% delle nuove installazioni globali potrebbe subire ritardi entro il 2030, con impatto diretto sulle iniziative europee di competitività digitale.

Perché l’Europa rischia lo stallo?

Secondo l’IEA, la pipeline europea supera il 130% della capacità attuale, ma la crescita effettiva al 2030 potrebbe fermarsi al 70%, proprio per i limiti della rete. Molti progetti richiedono anni per saturare le sale server e non raggiungono mai il massimo carico. L’Action Plan europeo, pur spingendo verso l’espansione, riconosce i colli di bottiglia: servono localizzazioni in aree con capacità disponibile, smart grid, stoccaggi, investimenti in trasmissione e coordinamento tra operatori. La Commissione lega inoltre lo sviluppo dei data center agli obiettivi di sovranità digitale e competitività industriale, ma ribadisce che senza elettricità affidabile e accessibile non è possibile sostenere servizi AI, HPC e cloud europei su scala continentale .

Le proposte dell’IEA per superare i vincoli energetici dei data center

L’IEA propone diverse soluzioni per superare i vincoli energetici dei data center. Le priorità includono:

  • connessioni flessibili, con riduzioni controllate in caso di congestione;
  • localizzazione degli impianti in aree con maggior capacità;
  • sistemi di storage per attenuare i picchi;
  • tecnologie di smart grid per aumentare la capacità disponibile;
  • investimenti nella trasmissione e pianificazione coordinata.

Queste misure, integrate con le politiche del piano europeo per l’AI, mirano ad allineare espansione digitale, sicurezza elettrica e accessibilità economica. Il WEO 2025 conferma che le rinnovabili contribuiranno al 45% della nuova elettricità per i data center al 2035, ma solo se le reti saranno adeguate alla domanda generata dagli hyperscale.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.