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Data center e rinnovabili: Prysmian porta a KEY 2026 soluzioni integrate per energia e connettività

Dal 4 al 6 marzo 2026 Prysmian sarà protagonista a KEY – The Energy Transition Expo, l’evento B2B di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per tecnologie, servizi e soluzioni industriali legate alla transizione energetica, in programma al Rimini Expo Centre.

Data center e rinnovabili: Prysmian porta a KEY 2026 soluzioni integrate per energia e connettività



Anche quest’anno Prysmian sarà presente a a KEY – The Energy Transition Expo con uno spazio espositivo dedicato (Padiglione B1 – stand 100) per portare in fiera un messaggio molto concreto: la transizione energetica non è solo una questione di nuova generazione rinnovabile, ma anche di infrastrutture capaci di far viaggiare energia e dati con continuità, efficienza e sicurezza. È qui che rinnovabili e data center si incontrano e la qualità delle reti – elettriche e di connettività – diventa un fattore competitivo.

Solare ed eolico, da una parte, continuano a crescere a ritmo sostenuto e, secondo l’IEA (International Energy Agency), le nuove installazioni rinnovabili annue a livello globale potranno passare da 666 GW nel 2024 a quasi 935 GW nel 2030, con il 95% delle nuove capacità legato a fotovoltaico ed eolico. Questo aumento di generazione, spesso distribuita e variabile, richiede reti più robuste e flessibili: più connessioni, più interconnessioni, più capacità di trasporto e più strumenti digitali per monitorare gli asset e ridurre i rischi di disservizio lungo il ciclo di vita.

Dall’altra parte, la crescita dei data center – spinta anche dall’intelligenza artificiale – sta ridefinendo la domanda di potenza e la geografia degli investimenti. Sempre dai dati dell’IEA, nel 2024 il consumo globale di elettricità dei data center è stato pari a circa 415 TWh e le proiezioni indicano un possibile salto a circa 945 TWh entro il 2030, con un ritmo medio di crescita nell’ordine del 15% annuo nel periodo 2024-2030. In questo contesto, l’energia diventa un vincolo progettuale: disponibilità di potenza, tempi di connessione e resilienza dell’alimentazione incidono su localizzazione e fattibilità dei nuovi siti, mentre la qualità delle connessioni dati resta determinante per prestazioni e latenza.

Anche l’Italia sta vivendo questa accelerazione. L’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano ha dichiarato che, nel 2024, la potenza IT complessiva dei data center italiani ha raggiunto 513 MW IT (+17% rispetto al 2023), con nuove aperture che hanno aggiunto 75 MW IT. Sullo sfondo, gli investimenti in costruzione e infrastrutture continuano a crescere, con circa 5 miliardi di euro spesi nel biennio 2023-2024 e oltre 10 miliardi previsti nel 2025-2026. Questi numeri rendono evidente un punto: la crescita è già in atto, ma procede davvero solo se la connessione alla rete elettrica e la continuità dell’alimentazione sono garantite, senza dimenticare la necessità di collegamenti di connettività ad alte prestazioni.

Il tema è centrale perché in parallelo, come evidenziato da Terna, il mix elettrico italiano sta cambiando. Nel 2024 i consumi elettrici sono aumentati del 2,2% rispetto al 2023 e le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,2% della domanda; nello stesso anno, inoltre, la produzione fotovoltaica è cresciuta del 19,3%, superando i 36 TWh. La spinta delle rinnovabili e l’espansione dei data center si alimentano a vicenda: più “green power” rende più sostenibile la domanda dei data center; al tempo stesso, una domanda stabile e crescente accelera l’attenzione verso nuove capacità, reti di trasmissione, accumuli e strategie di efficienza.

In questo scenario di integrazione tra energia e dati, Prysmian porterà a KEY 2026 un portafoglio che integra energia e digitalizzazione, con soluzioni pensate per accompagnare l’intera catena: generazione rinnovabile, trasmissione e distribuzione, fino alle infrastrutture elettriche e di connettività dei data center. 

Sul fronte rinnovabili, l’eolico offshore e le interconnessioni tra aree di produzione e aree di consumo rendono strategici i sistemi in cavo sottomarini: le capacità di installazione arrivano fino a 3.000 metri di profondità, aprendo la strada a collegamenti sempre più impegnativi in termini di batimetrie e condizioni del fondale. A queste soluzioni si affiancano tecnologie e servizi per la gestione degli asset: il monitoraggio diventa una leva per aumentare affidabilità e continuità di servizio, riducendo il rischio di guasti e ottimizzando la manutenzione grazie alla raccolta e all’analisi dei dati.

Un capitolo rilevante, soprattutto per chi deve integrare nuova generazione rinnovabile, è l’evoluzione degli schemi di connessione: a KEY sarà possibile approfondire anche approcci che combinano cavi, accessori e servizi in soluzioni “di sistema”, con l’obiettivo di semplificare la realizzazione dell’infrastruttura e di ridurre tempi e complessità in fase di connessione e collaudo.

Sul versante data center, l’approccio è “end-to-end”: dalla catena elettrica interna fino alla connettività in fibra ottica, con un’attenzione particolare a densità e prestazioni. La centralità dell’energia si incrocia con quella della latenza e qui entra in gioco anche l’innovazione sulla fibra: l’impiego di hollow-core fiber consente di trasmettere dati circa il 50% più velocemente rispetto alla fibra convenzionale e di estendere il raggio utile, a parità di requisiti di latenza, da 60 km a 90 km. Il risultato è un margine progettuale in più per collocare i data center più vicino alle fonti di energia – incluse quelle rinnovabili – o per “spostare” i carichi di calcolo dove la rete elettrica offre maggiore disponibilità di potenza.

A rafforzare questo quadro c’è anche l’evoluzione regolatoria: in Europa avanza un reporting armonizzato e l’istituzione di un database europeo per i data center, che prevede la comunicazione di informazioni e indicatori chiave di prestazione (in ambito energetico e ambientale) da parte dei gestori di centri dati con domanda IT installata almeno pari a 500 kW. Trasparenza e indicatori comuni spingono il settore verso comparabilità, misurabilità e miglioramento continuo, rendendo ancora più importante la qualità delle scelte infrastrutturali.

Infine, a KEY 2026 la proposta Prysmian si inserirà in un percorso di sostenibilità “by design”. Il programma Design for Sustainability (D4S) guida lo sviluppo dei nuovi prodotti integrando criteri ambientali fin dalle prime fasi di progettazione, mentre E Path rappresenta un riferimento chiaro e trasparente, basato su parametri misurabili: dalla carbon footprint alla riciclabilità, dal contenuto di materiale riciclato alla presenza di sostanze SVHC, fino all’efficienza energetica nella trasmissione.

Nel corso dei tre giorni di fiera, l’obiettivo di Prysmian è chiaro: mostrare come una strategia integrata tra energia e dati possa sostenere insieme la crescita delle rinnovabili e l’espansione dei data center, trasformando la complessità di reti, connessioni e sostenibilità in un vantaggio operativo, misurabile e replicabile.

In collaborazione con Prysmian

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