L'evoluzione di Prysmian Group, da produttore di cavi a fornitore di soluzioni integrate per le smart grids. Nell’intervista fatta sul palco del Rinnovabili District, Enrico Borsari di Prysmian ci racconta come si diventa “facilitatori della transizione energetica”

Intervista a Enrico Borsari, EOSS South Europe & UK Sales Manager di Prysmian Group
Da fornitori di sistemi in cavo a veri facilitatori della transizione energetica, Prysmian ha trasformato il suo ruolo nel mercato dell’energia, diventando un protagonista delle smart grids. Grazie a tecnologie innovative come EOSS, il gruppo non solo produce le soluzioni infrastrutturali necessarie, ma offre soluzioni integrate per il monitoraggio, la manutenzione predittiva e la gestione intelligente delle reti elettriche e degli edifici intelligenti. In questa intervista, Enrico Borsari, Sales Manager South Europe & UK di Prysmian, ci racconta come la società renda possibile una rete più sicura, efficiente e digitale.
EOSS: il monitoraggio predittivo per la sicurezza e l’efficienza degli Smart Building
Negli ultimi anni Prysmian ha consolidato il suo ruolo come leader mondiale nella produzione, fornitura e progettazione di sistemi in cavo per telecomunicazioni ed energia. Recentemente, in una intervista con Rinnovabili, il vostro AD Massimo Battaini vi ha definiti “facilitatori della transizione energetica”: coloro che rendono fisicamente possibile il trasporto dell’energia prodotta.
Questo vale per le infrastrutture, per il mondo degli edifici e per il sistema delle rinnovabili.
Solo in Italia avete investito oltre 260 milioni di euro in ricerca e sviluppo, una direzione chiara che evidenzia quanto l’innovazione sia centrale per il gruppo. Un percorso che vi ha portato a evolvere da tradizionale produttore di cavi a fornitore di soluzioni integrate per la gestione intelligente delle reti, abilitando servizi digitali per le smart grids.
Un’evoluzione rara nel settore, ma perfettamente in linea con ciò che richiede oggi il mercato: reti più complesse, carichi variabili, necessità di continuità operativa.
Prysmian, con iniziative come EOSS e Alesea, rappresenta uno dei casi più interessanti di trasformazione industriale nel mondo delle smart grids.
Come è avvenuta questa trasformazione, in particolare per EOSS?
La transizione è iniziata molti anni fa. Intorno al 2008 Prysmian ha deciso di investire in tecnologie vendibili come servizio, e da lì è partito un percorso di lungo periodo.
EOSS non è stata la prima iniziativa: è la business unit che oggi si occupa di manutenzione preventiva e predittiva, un ambito che inizialmente rappresentava una completa novità per il gruppo, tradizionalmente focalizzato su cavi e connessioni.
Parallelamente sono nate altre attività, come Corporate Hangar, l’incubatore fondato con l’Università di Milano per promuovere e proteggere l’innovazione interna ed esterna all’azienda.
Per quanto riguarda EOSS, il target principale sono le smart grids: vogliamo rendere intelligenti le reti elettriche distribuite. Negli anni abbiamo esteso il raggio d’azione al monitoraggio di pipeline nell’oil&gas e al controllo strutturale di ponti, viadotti e infrastrutture complesse.
Negli edifici mission critical la continuità del servizio e la sicurezza sono essenziali. Qual è la proposta di Prysmian per gli smart building?
La nostra offerta riguarda sia l’esterno sia l’interno del building.
All’esterno proponiamo il monitoraggio permanente in tempo reale della qualità della connessione alla rete elettrica.
All’interno ci concentriamo su sicurezza ed efficienza energetica. Offriamo soluzioni che rilevano comportamenti elettrici anomali, proteggono le persone e forniscono dati chiari sui consumi. La filosofia è unica: monitorare tutto ciò che può essere monitorato per ottenere informazioni utili e affidabili.
Quali vantaggi ottiene il cliente? Sicurezza, continuità operativa, vita utile degli asset?
All’esterno, il caso tipico riguarda asset prossimi alla fine vita. Il monitoraggio consente di conoscerne lo stato reale e rimandare investimenti importanti, evitando anche i rischi legati alla sostituzione. A ciò si aggiunge un tema economico: penali evitate e continuità del servizio.
All’interno, i benefici si concentrano su sicurezza ed efficienza. I nostri dispositivi rilevano qualsiasi anomalia elettrica e tutelano chi vive o lavora nell’edificio.
Ricordo un caso concreto: uno smart building subiva continui furti della messa a terra. Le nostre tecnologie hanno permesso di individuare immediatamente le interruzioni, riducendo il rischio per gli occupanti.
Dal punto di vista dell’efficienza, i sistemi permettono di conoscere i consumi reali e identificare macchinari energivori, oltre a verificare la coerenza delle bollette. Molti clienti non riescono a farlo autonomamente.
Dal servizio “on demand” al monitoraggio permanente: cosa cambia? E cosa chiedono più spesso i clienti?
Il primo approccio è quasi sempre quello del servizio on demand: il cliente vuole vedere sul campo cosa possiamo fare. I nostri team eseguono misure come scariche parziali o correnti di schermo e forniscono un quadro della qualità dell’isolamento e delle giunzioni.
Per l’interno del building installiamo l’equipaggiamento e, se richiesto, monitoriamo insieme le performance. Alcuni decidono di affidarsi alla nostra control room.
Con il monitoraggio permanente, invece, il sistema opera in autonomia: invia allarmi, identifica anomalie e avverte l’utente.
Un caso reale: un cliente è stato avvisato la sera prima del guasto ai frigoriferi della sua gelateria, evitando danni economici significativi.
Guardando al futuro: quali tendenze vedete tra IoT, digitalizzazione e automazione delle reti?
EOSS nasce monitorando reti ad alta e altissima tensione, ma oggi vediamo che la digitalizzazione sta scendendo rapidamente verso la bassa tensione, fino alle piccole attività. La richiesta è diffusa: sapere, monitorare, controllare.
La direzione è quella di una digitalizzazione completa degli asset.
Ciò che oggi manca è la totale indipendenza dei sistemi dal fattore umano: l’interpretazione di alcuni allarmi richiede ancora un tecnico. La tendenza è arrivare a soluzioni guidate da intelligenza artificiale, capaci non solo di rilevare anomalie ma anche di spiegare la causa e suggerire l’intervento.
Il monitoraggio avanzato sarà determinante per affidabilità, continuità e sicurezza.
Con l’aumento delle rinnovabili, dove non è possibile modulare la produzione “a tavolino” come con il gas, cresce la necessità di sistemi che indichino in tempo reale quanto una rete possa essere spinta senza generare fault o disservizi.













