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Idroelettrico e transizione energetica: perché resta una risorsa strategica per gli obiettivi 2030

L'Italia dispone di una lunga tradizione nel settore idroelettrico e può contare su un patrimonio impiantistico diffuso soprattutto nelle regioni alpine e prealpine.

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Idroelettrico e transizione energetica: perché resta una risorsa strategica per gli obiettivi 2030
Fonte pixabay

La crescita delle rinnovabili in Europa sta procedendo a ritmi sostenuti. Secondo i dati forniti WindEurope, nel 2025 sono stati installati 19,1 GW di nuova capacità eolica, portando la capacità cumulata a 304 GW e coprendo circa il 20% della domanda elettrica europea. Le proiezioni indicano una quota del 34% entro il 2030. 

Anche il fotovoltaico continua ad ampliare il proprio peso nel mix energetico europeo: nel 2025 sono stati installati 65,1 GW di nuova capacità solare, come evidenziato dall’ultimo report di SolarPower Europe.

L’espansione di queste fonti rende sempre più importante la disponibilità di tecnologie in grado di garantire flessibilità e stabilità al sistema elettrico. A questo riguardo, l’idroelettrico mantiene un ruolo strategico grazie alla sua capacità di contribuire all’equilibrio della rete e all’integrazione delle altre fonti rinnovabili.

Idroelettrico: una risorsa fondamentale per la stabilità del sistema

A differenza delle fonti rinnovabili strettamente legate alle condizioni meteorologiche del momento, l’idroelettrico ha dalla sua il fatto di offrire una maggiore programmabilità della produzione

In particolare, le moderne centrali idroelettriche con sistemi di accumulo e pompaggio sono uno strumento importante per accumulare i surplus di produzione e restituirli alla rete nei momenti di maggiore richiesta. La loro capacità di risposta rapida contribuisce inoltre alla stabilità della rete e alla gestione delle variazioni nella produzione proveniente da altre fonti rinnovabili.

Per queste ragioni, numerosi scenari elaborati a livello europeo e dal PNIEC attribuiscono all’idroelettrico un ruolo strategico nel percorso verso un sistema energetico sempre più decarbonizzato.

Il contributo dell’idroelettrico in Italia

L’Italia dispone di una lunga tradizione nel settore idroelettrico e può contare su un patrimonio impiantistico diffuso soprattutto nelle regioni alpine e prealpine.

Basandosi sui i dati consolidati pubblicati da Terna, l’energia prodotta dai 4.907 impianti idroelettrici dislocati sul territorio nazionale (potenza efficiente lorda di 19,6 GW) continua a rappresentare una delle principali componenti della generazione elettrica rinnovabile del nostro Paese, contribuendo in maniera significativa al fabbisogno elettrico nazionale.

Gli obiettivi europei al 2030 e il valore degli impianti esistenti

Le politiche energetiche dell’Unione Europea prevedono che, entro il 2030, la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili arrivi al 42,5%. Per raggiungere questo obiettivo non sarà sufficiente installare nuovi impianti fotovoltaici ed eolici: sarà altrettanto importante valorizzare le infrastrutture già presenti e migliorarne l’efficienza.

Nel caso dell’idroelettrico, una parte significativa del potenziale futuro deriva proprio dall’ammodernamento degli impianti esistenti. Interventi di revamping, digitalizzazione e ottimizzazione dei sistemi di gestione consentono infatti di incrementare la produzione e migliorare le prestazioni senza la necessità di occupare nuovo territorio.

Questa prospettiva è particolarmente rilevante in un Paese come il nostro, dove gran parte delle infrastrutture principali è già stata realizzata e dove il patrimonio impiantistico costituisce una risorsa strategica da preservare. Sarà quindi importante anche definire un quadro regolatorio stabile per il rinnovo delle concessioni di grande derivazione.

Innovazione tecnologica e gestione della risorsa idrica

L’evoluzione tecnologica sta aprendo nuove opportunità anche nel comparto idroelettrico. Sistemi di monitoraggio avanzati, sensoristica digitale, modelli previsionali e strumenti di gestione automatizzata consentono oggi di ottimizzare l’utilizzo della risorsa idrica e di migliorare l’efficienza operativa degli impianti.

Parallelamente, la crescente attenzione verso una gestione sostenibile dell’acqua sta favorendo lo sviluppo di soluzioni capaci di coniugare produzione energetica, tutela ambientale e utilizzo efficiente delle risorse disponibili.

Considerato il contesto attuale, caratterizzato dalla progressiva elettrificazione dei consumi e dalla necessità di accelerare la decarbonizzazione dell’economia, l’idroelettrico continua quindi a rappresentare uno degli asset più importanti del sistema energetico europeo. Non soltanto per l’energia che produce, ma anche per il contributo che può offrire alla stabilità, alla sicurezza e all’integrazione delle altre fonti rinnovabili.

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