Rinnovabili • Le elettriche non vengono rubate per intere, ma scelte per i singoli pezzi. Le ibride sono le preferite dai ladri Rinnovabili • Le elettriche non vengono rubate per intere, ma scelte per i singoli pezzi. Le ibride sono le preferite dai ladri

Le elettriche non vengono rubate per intere, ma scelte per i singoli pezzi. Le ibride sono le preferite dai ladri

Furti di auto sono crollati del 35%, secondo la ricerca condotta dall’Osservatorio Verti. Delle elettriche piacciono solo la componentistica

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Furti d'auto, le elettriche non si rubano. Ladri scelgono ibride e tradizionali. Perché?
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Ladri di auto, le elettriche? Meglio smontarle. Ibride sono prima scelta

Anche i trend dei ladri di auto stanno cambiando, come la mobilità. Tra auto a combustibili fossili ed elettriche, i ladri preferiscono rubare per intero le ibride e le endotermiche, ma scelgono le elettriche per i singoli componenti. La transizione, dunque, sta ridisegnando, per così dire, anche i reati automobilistici. Infatti, nel periodo compreso tra gennaio 2025 e maggio 2026, i furti di auto nella sua interezza sono crollati del 35%, secondo la ricerca condotta dall’Osservatorio Verti.

Auto elettriche: golosi di pezzi di ricambio

Il furto classico, in cui l’auto è rubato per intero prevede il trasporto della stessa in un altro posto per essere rivenduta o smontata. Invece con la crescita delle quote di BEV, i ladri si concentrano sulle parti singole: batterie, centraline, fari a led, display di bordo. Infatti, il furto di pezzi di auto è salito del 43%. A tal proposito è molto interessante il dato secondo il quale, nel periodo di riferimento dell’analisi dell’Osservatorio, non è stata rubata neanche un’auto elettrica per intero. I ladri la smontano sul posto: prendono solo i pezzi che servono per la ricettazione.

Furti auto, perché non si rubano le elettriche?

Uno dei motivi per cui le BEV non vengono rubate per intero è legato al diversi aspetti tecnologici che la compongono. Il primo: l’autonomia delle batterie. Infatti, per conoscere lo stato di carica, il ladro deve entrare nel veicolo e solo all’avvio il software indica i km residui. E la ricarica non è una pratica che si risolve in pochi minuti.

Poi c’è il sistema di localizzazione insito nella tecnologia stessa della vettura. E’ lo stesso software di bordo che rende identificabile l’auto ed il suo spostamento. E se anche il furto andasse a buon fine, la BEV sarebbe difficile da reimmettere sul mercato. E sempre la tecnologia è la ragione per cui i ladri cannibalizzano l’auto sul posto: meglio non rischiare di essere beccati a causa della geolocalizzazione.

Meglio le ibride

Le auto ibride, invece, stanno facendo i numeri. Non solo nelle immatricolazioni di modelli nuovi, ma anche sul versante furti. Secondo i dati in mano all’Osservatorio, quasi 8 veicoli ogni 1.000 assicurati sono oggetto di furti. Diesel e benzina son a circa 6,5 casi ogni 1.000, quindi meno appetibili delle ibride. Il motivo? Queste ultime hanno una dotazione componentistica all’avanguardia, sia nell’elettronica sia per i ricambi in generale.

Furti auto, regioni più a rischio

Il Lazio è la regione d’Italia più esposta al furto. Infatti, su 1.000 auto elettriche o ibride assicurate, almeno 16 subiscono un furto. I modelli meno inquinanti sono colpiti il 47% in più rispetto a quelli tradizionali. Il Veneto, invece, è la zona d’Italia dove il rischio di subire un furto su una BEV o ibrida è il 140% superiore rispetto a benzina o diesel. Per contro, Emilia-Romagna e Toscana vedono le auto termiche più colpite delle elettriche pure.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.