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Accordo ENEA-Ministero Difesa per formazione su efficienza e sostenibilità

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ENEA e Ministero della Difesa hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per attuare un ampio programma di formazione in ambito energetico e ambientale al fine di creare competenze specialistiche e rafforzare le capacità tecniche tra il personale della Difesa, soprattutto nel campo dell’efficienza energetica. L’accordo, firmato da Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento ENEA Unità Efficienza Energetica, e dal generale di brigata Michele Caccamo, direttore della “Task Force DIFESA per la valorizzazione immobili, l’energia e l’ambiente”, è parte integrante del protocollo d’intesa siglato lo scorso febbraio per il rinnovamento delle infrastrutture della Difesa secondo il modello degli “smart military district”.

“L’ENEA vede nel proseguimento di questa collaborazione un’importante occasione per favorire l’affermazione di una cultura dell’energia fondata sul rispetto dell’ambiente e su un uso consapevole delle risorse in uno degli ambiti più importanti del settore pubblico”, ha commentato Ilaria Bertini. “Tutto questo in coerenza con gli indirizzi del PNRR e con il ruolo di Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica, impegnata, tra l’altro, in campagne di formazione e informazione a supporto della pubblica amministrazione, dei tecnici e dei cittadini”.

“L’efficienza energetica rappresenta per la Difesa una componente strategica e, grazie all’accordo di collaborazione con ENEA, le Forze Armate italiane potranno procedere alla formazione di figure professionali quali energy referent, energy manager e formatori energy manager in forza al Ministero Difesa, figure fondamentali per intraprendere ulteriori progetti rivolti al risparmio energetico, alla razionalizzazione dei consumi e allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili nel vasto comparto immobiliare della Difesa”, ha affermato il generale di brigata Michele Caccamo. “Le numerose attività condotte in sinergia tra la Difesa ed ENEA nell’ambito di precedenti Accordi di collaborazione che oggi ci accingiamo a rinnovare, tra cui si annoverano due edizioni del corso di alta formazione interforze di energy management, hanno già permesso al nostro Ministero di compiere importanti passi verso l’uso razionale, sicuro ed efficiente dell’energia nel pieno rispetto dell’ambiente e di porsi come esempio virtuoso nel panorama delle pubbliche amministrazioni anche in quest’ambito”.

In base all’accordo, tecnici ENEA forniranno una formazione di base, comprensiva degli elementi fondamentali dell’energy management e della diagnosi energetica, al personale del Ministero che, seppure non in possesso di particolari competenze in ambito energetico, sarà impegnato nella gestione della logistica degli immobili e nell’approvvigionamento dei beni e dei servizi. Inoltre, è  prevista una formazione di livello più avanzato destinata agli energy manager, figura chiave per il controllo dei consumi e la diffusione di buone pratiche di risparmio energetico nelle strutture energivore sia pubbliche che private. I corsi saranno articolati in due livelli che vedranno da una parte il coinvolgimento del personale tecnico preposto alla gestione degli impianti, dall’altra quello di chi ricopre già il ruolo di energy manager. Una terza tipologia di corso è riservata al personale della Difesa preposto alla formazione degli energy manager.

Nell’ambito delle attività della “Task Force per la valorizzazione immobili, l’energia e l’ambiente”, ENEA e Ministero della Difesa hanno già collaborato alla riqualificazione energetica del Policlinico Militare del Celio a Roma, oltre ai corsi di energy management.

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Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.