Mamone Capria: "Sicilia hub strategico della transizione e traino economico per il Sud".
La Sicilia detiene un potenziale senza precedenti per la produzione di energia rinnovabile dal mare
“La Sicilia, grazie alla sua straordinaria posizione geografica e a costanti e forti venti, detiene un potenziale senza precedenti per la produzione di energia rinnovabile dal mare. L’isola deve rivestire un ruolo di primissimo piano anche per le infrastrutture strategiche e d’eccellenza come il porto di Augusta, già scelto come hub nazionale per realizzare i cantieri per l’eolico offshore, o come quello di Trapani che può essere complementare per l’intera filiera. L’eolico offshore non è solo la chiave per la decarbonizzazione nazionale e per abbassare i costi in bolletta, ma rappresenta un volano straordinario di svolta occupazionale e di rilancio socioeconomico, in particolare per il Mezzogiorno” – è quanto ha dichiarato Fulvio Mamone Capria, presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, al convegno dedicato al ruolo strategico dell’eolico offshore nella transizione energetica, in corso a Trapani nell’ambito della “Sicilia Carbon Free”, promossa da Legambiente Sicilia.
“Serve un piano specifico per i porti dedicati all’eolico offshore“
“Serve un piano specifico per i porti dedicati all’eolico offshore, aggiuntivo rispetto alle risorse che il MASE già dispone. Investimenti che possano offrire una risposta di crescita concreta per una nuova visione dell’economia industriale portuale del Mezzogiorno, creando filiere innovative, nuovi posti di lavoro specializzati e investimenti sul territorio. In questo scenario, la Sicilia rappresenta lo scalo principale e la piattaforma logistica ideale per la costruzione, l’assemblaggio e la manutenzione delle grandi piattaforme galleggianti”.
“La nostra proposta, che avanzeremo a breve al Governo, prende spunto da quello che è già stato realizzato in Francia. I francesi già da alcuni anni hanno ristrutturato due siti portuali affacciati sulle loro coste meridionali, utilizzando anche fondi della Banca Europea degli Investimenti. Crediamo che, tra delle misure che l’Italia dovrà proporre nell’ambito di quello scostamento di bilancio legato all’individuazione di progetti mirati alla transizione energetica, sia vantaggioso pensare ad un vero e proprio piano per i porti dedicati alle rinnovabili dal mare, da Taranto ad Augusta, da Civitavecchia a Brindisi. Investimenti che servirebbero a creare una nuova funzionalità logistica idonea anche per cantieristiche specializzate afferenti ad altri settori marittimi, navali ed energetici” – ha commentato Mamone Capria.
“L’Italia con i progetti attualmente già autorizzati in V.I.A. e quelli che giungeranno entro l’anno ha quasi raggiunto quello scenario di 3,8GW di potenziale previsto dal decreto FER2. La revisione dell’attuale decreto in corso al MASE dovrà tener conto degli anni di ritardo nell’avvio delle aste, con una robusta indicizzazione al tema dell’inflazione, e salvaguardare i progetti che hanno già ottenuto la V.I.A., velocizzando l’interlocuzione con Bruxelles. Da parte nostra resta la massima collaborazione istituzionale, ma l’invito alla politica è quello di avere una visione pianificata e coordinata affiancando il lavoro per far partire presto le aste con l’azione strutturale di dotare il Paese di infrastrutture dove poter costruire i nostri progetti, altrimenti il rischio sarà quello di perdere le decine di miliardi di euro di valore economico che questo settore può generare a livello nazionale” – ha concluso il presidente di AERO.












