La Commissione europea ha presentato la comunicazione AccelerateEU, una serie di proposte per proteggere i consumatori dalla crisi energetica dei combustibili fossili e accelerare la transizione verso un'energia pulita made in EU

I principali punti della comunicazione AccelerateEU
“Le scelte che facciamo oggi modelleranno la nostra capacità di affrontare le sfide di oggi e le crisi di domani”. Con queste parole la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha presentato, il 22 aprile 2026, l’attesa strategia AccelerateEU, un pacchetto di misure con effetti a breve e a lungo termine sulla transizione verso le rinnovabili. L’obiettivo? Da un lato offrire un sostegno immediato a cittadini e imprese contro la crisi energetica scatenata dal conflitto in Medio Oriente; dall’altro, strutturare una risposta che garantisca indipendenza e sicurezza energetica.
Nella pratica tutto ciò si traduce in regimi di sostegno mirati ai più vulnerabili, una riforma temporanea degli aiuti di Stato, l’adozione di misure nazionali di emergenza, nel rilascio delle scorte di petrolio e nella pubblicazione di un piano d’azione per l’elettrificazione.
Il Green Deal europeo indica la rotta
Un elemento è sicuro: Bruxelles non è intenzionata a barattare il Green Deal con soluzioni populiste. Al contrario, la direzione appare più che mai chiara: la transizione verso le rinnovabili è la strada per affrontare quella che è a tutti gli effetti l’ennesima “crisi energetica fossile”. E il Patto Verde che i Ventisette hanno stretto oltre sei anni fa rappresenta l’unico strumento per costruire resilienza, sicurezza e competitività. “Non vi sono alternative al Green Deal […]. Ancora una volta, i cittadini e le imprese stanno pagando il prezzo della nostra dipendenza”, ha commentato Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva.
D’altra parte i numeri parlano chiaro: dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, l’Unione Europea ha speso 24 miliardi di euro in più per le importazioni di energia (per lo più di carburanti fossili), pur mantenendo inalterati i volumi dei flussi. Ed è ormai chiaro che si è definita una nuova normalità: anche se le ostilità cessassero immediatamente, le interruzioni delle forniture energetiche provenienti dal Golfo Persico persisteranno per un periodo di tempo indefinito, costringendo a ragionare su periodi più lunghi.
Le misure per i consumatori dell’AccelerateEU
La Comunicazione AccelerateEU propone una serie di misure che gli Stati membri possono adottare per proteggere i consumatori, sia quelli domestici che quelli industriali, dagli improvvisi shock energetici. Alcune sono già note e includono il sostegno al reddito, i bonus energia (anche per la sostituzione delle caldaie), le tariffe sociali, la riduzione delle accise sull’elettricità e le riduzioni dell’IVA per pompe di calore, pannelli solari fotovoltaici e accumuli di piccole dimensioni, nonché incentivi fiscali per i veicoli elettrici.
La strategia odierna sottolinea anche la necessità di semplificare l’adesione dei singoli individui alle comunità energetiche, di agevolare l’autoproduzione di energia da parte delle famiglie e di consentire ai consumatori di confrontare e cambiare fornitore di energia.
Revisione della tassazione energetica
Le prossime mosse? La Commissione intende adottare una proposta legale per rivedere gli oneri di rete e la tassazione, con l’obiettivo di ridurre le bollette elettriche per tutti i consumatori e incentivare un consumo efficiente.
Si impegna inoltre ad aumentare il sostegno finanziario a disposizione dell’industria attraverso l’Industrial Decarbonisation Bank, mobilitando 100 miliardi di euro di finanziamenti. Tra questi sarà compreso un incentivo agli investimenti degli energivori, finanziato da 400 milioni di quote ETS dell’UE. Verrà inoltre creato un archivio digitale per raccogliere e condividere informazioni non confidenziali sulle misure di emergenza nazionali, facilitando il coordinamento e lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri.
Revisione Aiuti di Stato
A ciò va aggiunto il lavoro in corso sulla definizione di un nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, che offrirà ulteriore flessibilità ai governi nazionali per tutelare i settori economici più esposti alla crisi. L’elettrificazione deve essere accompagnata da una rete adeguata allo scopo. I primi passi sono garantire la piena attuazione della legislazione vigente e la rapida conclusione dei negoziati sul pacchetto sulle reti europee.
Piano UE sull’elettrificazione
Non solo. Entro l’estate Bruxelles lancerà un piano d’azione per l’elettrificazione fissando un obiettivo “ambizioso” a livello UE e misure per rimuovere gli attuali ostacoli all’uso del vettore elettrico nei settori industriale, dei trasporti e dell’edilizia. “Massimizzare le infrastrutture esistenti per le energie rinnovabili è un’altra azione. Il rapido ripotenziamento dei grandi parchi eolici e degli impianti rinnovabili, compresi i parchi eolici offshore e le centrali idroelettriche, può fornire rapidamente un ulteriore sollievo”.
Le misure per i trasporti dell’AccelerateEU
Sul fronte trasporti il pacchetto AccelerateEU mira soprattutto a garantire una disponibilità sufficiente di carburanti. Come? Per mitigare l’impatto dei picchi dei prezzi e delle potenziali carenze derivanti dalla crisi in Medio Oriente, la Commissione intende:
- Creare un “Osservatorio dei carburanti“, entro maggio 2026, che mappi l’offerta, le scorte (incluse quelle militari) e le capacità di raffinazione in Europa.
- Coordinare le scorte di emergenza per facilitare il rilascio coordinato di riserve di jet fuel e diesel, specialmente in vista della stagione estiva.
- Supportare l’aviazione attraverso linee guida sulle flessibilità legislative riguardanti gli slot aeroportuali, l’anti-tankering e gli obblighi di servizio pubblico per gestire eventuali carenze di carburante.
- Revisionare la Direttiva sulle scorte petrolifere.
Tuttavia esistono strumenti che permettono di ridurre in maniera strutturale la dipendenza dal petrolio come gli incentivi per i veicoli elettrici, i nuovi modelli di locazione sociale, il potenziamento della rete di ricarica e l’elettrificazione dei porti. Gli Stati membri sono incoraggiati a utilizzare le entrate del sistema di scambio di quote di emissione per investimenti mirati all’elettrificazione del comparto. E per i segmenti di difficile elettrificazione? La Commissione punta i riflettori sull’implementazione rapida di incentivi per la produzione e l’uso di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) e per il settore marittimo (SMF), suggerendo misure e offrendo il proprio supporto.
Le riserve di gas
AccelerateEU prevede infine un coordinamento più stretto e immediato per il riempimento dei depositi di gas da parte degli Stati membri e l’utilizzo della flessibilità nelle norme di riempimento.
A partire da aprile 2026, la Commissione faciliterà il coordinamento delle azioni nazionali monitorando e guidando i tempi degli acquisti da parte degli operatori di mercato. L’obiettivo è evitare picchi di prezzo causati da acquisti simultanei eccessivi.
Gli Stati membri sono incoraggiati a utilizzare la flessibilità prevista per il riempimento degli stoccaggi fino al 10%, mentre Bruxelles si è detta pronta a valutare un ulteriore aumento della soglia di deviazione consentita fino a un ulteriore 5% ai sensi del regolamento UE aggiornato sullo stoccaggio del gas.












