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DL Fondone: proroga superbonus e 70 mln al polo energetico offshore

Il Senato approva il decreto sul Fondo complementare al PNRR. Tra gli emendamenti al testo anche quello che supporta la riconversione green di alcune piattaforme Oil&Gas a largo di Ravenna

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Foto di martaposemuckel da Pixabay

Le novità energetiche inserite nel “DL Fndone”

(Rinnovabili.it) – Via libera al ddl di conversione del decreto sul Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza, velocemente ribattezzato DL Fondone. Con 173 voti favorevoli, 2 contrari e 18 astensioni, oggi il Senato ha approvato con modifiche il testo, passando la palla alla Camera. Il provvedimento dispone l’approvazione del Piano nazionale per gli investimenti complementari, finalizzato ad integrare, con risorse interne, gli interventi del PNRR. Risorse che ammontano a 30,6 miliardi di euro per gli anni dal 2021 al 2026.

Nel passaggio al Senato il ddl ha recepito alcuni emendamenti particolarmente interessanti per la politica energetica italiana. A partire dai 70 milioni di euro destinati al progetto Agnes. Di cosa si tratta? Dell’iniziativa firmata Saipem e Quint’x per realizzare un polo energetico rinnovabile nelle acque di Ravenna a partire dalla riconversione delle piattaforme petrolifere. L’hub, che a regime sarà uno dei più avanzati d’Europa, integrare 65 turbine eoliche da 8 MW l’una, un impianto fotovoltaico flottante da 100 MW e un parco di elettrolizzatori in grado di produrre 4.000 tonnellate di idrogeno l’anno.

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In questuato contesto, l‘emendamento al DL Fondone prevede: 20 milioni di euro per l’anno 2022, 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024

“Siamo molto soddisfatti dell’approvazione dell’emendamento di maggioranza, in cui è confluito anche il nostro della Lega”, spiega oggi il senatore Paolo Arrigoni. “Con questo progetto […] l’Italia si posiziona in prima fila nella transizione energetica ed in particolare nel settore dell’idrogeno che è sempre più centrale nel Mediterraneo” “Il polo è strategico non solo perché contribuisce agli obiettivi di transizione ecologica del nostro Paese con il 70-72% dell’elettricità che dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili” ma anche perché contribuirà ad “incrementare nell’ambito del sistema Italia il valore delle nostre imprese, sempre più strutturate con propria piattaforma tecnologica e ingegneristica per la transizione energetica”.

Ma non si tratta dell’unica novità. Il testo riporta anche 285 milioni a favore dei comuni tra 50 mila e 250 mila abitanti e ai capoluoghi di provincia con meno di 50 mila abitanti per investimenti finalizzati al risanamento urbano e all’inclusione sociale. E 4.500 milioni per la misura del superbonus 110%. Quest’ultima è stata anche prorogata al 30 giugno 2023 per gli interventi di efficientemente sugli Istituti autonomi case popolari. Per le spese sostenute dai condomini la deadline è il 31 dicembre 2022, indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori.  

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


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Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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