ACI e MIMIT presentano il noleggio sociale a lungo termine. Chi ha ISEE inferiore a 30mila euro può richiedere auto a noleggio con soli 100 euro al mese e senza versare anticipo

Noleggio sociale, auto per 3 anni, senza anticipo
Si chiama noleggio sociale o social leasing ed è nuovo strumento ideato (in primis dalla Francia) per accelerare il rinnovo del parco auto circolante in Italia destinato alle famiglie a basso reddito. Duplice il beneficio: ridurre l’inquinamento ambientale e favorire la sicurezza stradale. Infatti, un’auto nuova ibrida o elettrica inquina molto meno di un’endotermica tradizionale, e inoltre è dotata di sistemi ADAS che riducono l’incidentalità. Il noleggio sociale è stato introdotto recentemente dal DPCM Automotive e presentato in questi giorni al Mimit, dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, insieme al Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa.
Cos’è il noleggio sociale
Il noleggio sociale in Italia si rivolge alle persone fisiche (non le società) con un ISEE inferiore a 30mila euro che hanno accesso a questo programma sperimentale attivo fino al 30 giugno 2030. Chi ha i requisiti richiesti d Mimit e Aci, può richiedere una vettura con la formula del noleggio a lungo termine, immatricolata in Italia, appartenente alla categoria M1 (autovetture), omologata almeno Euro 6 e con emissioni di CO₂ non superiori a 135 grammi per chilometro.
Per quanto tempo
L’auto noleggiata si può tenere per 3 anni e si paga solo 100 euro al mese, comprensiva dell’Iva. Il limite è che si possono percorrere 12mila km (per evitare il fenomeno del subaffitto del noleggio) ed è obbligatorio possedere un mezzo da rottamare in cambio del noleggio triennale. Il mezzo obsoleto deve essere un veicolo fino a Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi.
Finiti i 36 mesi del noleggio sociale, il mezzo potrà essere comprato con sconto del 10% sul valore di mercato, che nel frattempo sarà diminuito rispetto al costo iniziale e quindi, si spera sia più accessibile. Le domande di adesione potranno essere presentate attraverso lo sportello telematico dedicato, ma è ancora in via di definizione. Per quanto riguarda le graduatorie, queste saranno formulate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle richieste.
Modello francese
Il primo obiettivo del social leasing, introdotto nel 2024 dal Governo Macron in Francia, è l’equità sociale. Infatti, con il blocco della circolazione per i veicoli Euro 4, Euro 5 o diesel nelle grandi città, le famiglie con basso reddito potrebbero rischiare di non avere più un’auto per gli spostamenti urbani ed il noleggio sociale evita che la transizione ecologica diventi un lusso.
A differenza del noleggio a lungo termine tradizionale o del leasing classico, il noleggio sociale non richiede un anticipo iniziale consistente, offre un canone mensile bloccato e fortemente sovvenzionato dallo Stato, include solitamente servizi essenziali come assicurazione, manutenzione e assistenza stradale (ma su questo non ci sono ancora informazioni ufficiali per il caso italiano).
Inoltre, il servizio serve a rottamare il parco auto più vecchio e inquinante, sostituendolo con veicoli a zero o basse emissioni.
Commento del ministro Urso
“Per la prima volta abbiamo destinato il 70% delle risorse al rafforzamento della filiera produttiva, attraverso gli Accordi per l’innovazione e i mini Contratti di sviluppo. Allo stesso tempo sosteniamo la domanda con misure mirate e socialmente sostenibili, come il programma di noleggio sociale a lungo termine, che consentirà alle famiglie con redditi più bassi di usufruire di veicoli nuovi meno inquinanti, favorendo il rinnovo del parco auto, tra i più vetusti d’Europa, e una mobilità più sostenibile e alla portata di tutti” le parole del Ministro Adolfo Urso.
Iniziativa replicabile
Se avrà successo in Italia, l’iniziativa del noleggio sociale potrà contare su altri fondi perché “da questa strada si possa finalmente costruire una politica industriale più equa che consenta a chiunque di avere un’auto sostenibile sul piano ambientale“, ha proseguito il ministro, non senza una critica ai precedenti meccanismi di sostegno pubblico: “Gli incentivi a pioggia non saranno più realizzati perché, di fatto, hanno incentivato l’acquisto di auto straniere, per di più cinesi“.












