Finanziamenti, governance centralizzata, riciclo avanzato e partenariati globali: l’UE alza il livello della strategia industriale per ridurre la dipendenza da terre rare, litio e cobalto entro il 2029

Il Piano d’Azione RESourceEU di Bruxelles
Terre rare, litio e cobalto sono alcune delle materie prime definite “critiche” che la Commissione Europea intende garantire agli Stati Membri, attraverso l’adozione del Piano d’Azione RESourceEU. Si tratta di una strategia che punta a garantire un approvvigionamento stabile e sicuro, che metta l’UE al riparo da shock geopolitici e volatilità dei prezzi, in un contesto globale segnato da crescenti tensioni sul controllo delle risorse.
E’ stata la stessa Presidente von der Leyen, lo scorso ottobre a Berlino, ad annunciare il piano RESourceEU per garantire le materie prime per settori industriali chiave: dall’automotive ai motori industriali, dalla difesa all’aerospazio, dai chip AI ai data center, e proteggere le catene del valore dell’UE da interruzioni dell’offerta.
Basandosi sul Regolamento sulle Materie Prime Critiche (CRMA), il Piano accelera e amplifica gli sforzi della Commissione per proteggere industrie strategiche dell’Europa. Inoltre mira ad accelerare i progetti rilevanti e a ridurre le dipendenze strategiche da Paesi terzi, che in futuro potrebbero minare sviluppo e sussistenza industriale.
Il Centro europeo per le materie prime critiche
Il cuore di questo piano è la creazione, entro l’inizio del 2026, di un nuovo centro europeo. L’hub avrà il compito di raccogliere informazioni sul mercato, coordinare i progetti e gestire l’approvvigionamento di materie prime in modo che sia più vario e sicuro.
Tra le misure pratiche ci sono gli acquisti comuni, la gestione coordinata delle scorte strategiche e un maggiore sostegno agli Stati per prevenire le crisi. In aggiunta, la Piattaforma delle Materie Prime aiuterà le aziende europee a unire le loro richieste e negoziare contratti migliori, proteggendole così dalle brusche variazioni dei mercati internazionali.
Riciclo strategico e frenata alle esportazioni dei rottami
Per incrementare la resilienza industriale, la Commissione intende rafforzare la capacità europea di riciclo, introducendo dal 2026 limiti all’esportazione di rottami di magneti permanenti e misure specifiche sui rottami in alluminio. Valutazioni analoghe saranno effettuate per i rottami di rame.
Un emendamento mirato al CRMA imporrà nuovi requisiti di etichettatura e promuoverà il riciclo dei rifiuti pre-consumo, valorizzando scarti e materiali difettosi generati durante la produzione dei magneti. Le future quote obbligatorie di contenuto riciclato contribuiranno a creare un mercato europeo più robusto e circolare. La Commissione presenterà inoltre, entro metà 2026, un piano dedicato ai fertilizzanti domestici e ai nutrienti riciclati, per ridurre la dipendenza da input prodotti con materie prime critiche.
Investimenti RESourceEU per accelerare i progetti europei
Uno degli assi più rilevanti di RESourceEU riguarda il sostegno ai progetti strategici. L’UE mobiliterà fino a 3 miliardi di euro nei prossimi 12 mesi, destinati a iniziative mirate a ridurre la dipendenza da fornitori dominanti fino al 50% entro il 2029. La Commissione e la BEI stanno già sostenendo progetti chiave come:
- l’estrazione di litio di Vulcan in Germania, il più grande e ambizioso progetto integrato di estrazione di litio e produzione di energia geotermica in Europa nell’Alta Valle del Reno;
- il progetto Malmbjerg per il molibdeno in Groenlandia, uno dei più significativi depositi di molibdeno (metallo di transizione utilizzato principalmente per la produzione di acciaio legato ad alta resistenza) non sfruttati a livello globale. Si trova nella Groenlandia orientale, in un’area remota e montuosa chiamata Scoresby Sund, a circa 35 km dal mare.
In un momento in cui le materie prime critiche sono sempre più oggetto di competizione geopolitica, il piano d’Azione RESourceEU rappresenta la risposta più ambiziosa dell’UE per aumentare l’autonomia industriale, rafforzare la resilienza delle catene del valore, accelerare una transizione verde e digitale fondata su forniture sicure e diversificate.
Motivo per cui l’UE intende espandere e consolidare partenariati con Paesi ricchi di risorse, basandosi sui 15 Partenariati Strategici già attivi, incluso il più recente con il Sudafrica, e avviando negoziati con il Brasile. Sono in sviluppo nuovi quadri di investimento con Ucraina, Balcani Occidentali e Paesi del Vicino Meridionale.












