Sette Governi europei hanno avvertito che stravolgere il meccanismo alla base del mercato elettrico europeo danneggerebbe l'efficacia del sistema e porterebbe a un aumento delle bollette.

Sette Paesi avvertono l’UE di non stravolgere il mercato elettrico
Sette Stati Membri dell’Unione Europea hanno esortato la Commissione a non modificare il meccanismo di funzionamento del mercato elettrico, il sistema che determina i prezzi dell’energia in Europa, mentre i funzionari a Bruxelles cercano soluzioni utili a ridurre le bollette.
La discussione sul sistema del prezzo marginale per il mercato all’ingrosso è diventata di nuovo molto accesa tra i Membri dell’UE dopo che la Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’intenzione di riconsiderare l’assetto del mercato. In vista del prossimo Consiglio Europeo del 19-20 marzo, von der Leyen, è al lavoro su una serie di valutazioni per capire se sia giunto il momento di procedere con una riforma dell’assetto del mercato.
In un documento inviato al Commissario UE per l’Energia, Dan Jorgensen, e visionata da Reuters, sette Governi europei hanno, però, avvertito che stravolgere il meccanismo alla base del mercato energetico europeo danneggerebbe l’efficacia del sistema e porterebbe a un aumento delle bollette. Nella lettera questi Governi spiegano che intervenire nel design del mercato elettrico e modificare i meccanismi di formazione del prezzo non farebbe che aumentare l’incertezza normativa e di mercato, colpendo negativamente investimenti e quindi la competitività europea. La lettera, datata 5 marzo, porta la forma dei Ministri dell’Energia di Danimarca, Finlandia, Lettonia, Lussemburgo e Portogallo, Paesi Bassi, Svezia e Belgio.
La dipendenza dell’UE dal gas importato causa gli alti prezzi dell’energia in Europa
Questi sette Paesi hanno precisato ne documento destinato alla Commissione che è la dipendenza dell’UE dal gas importato costoso la causa principale degli alti prezzi dell’energia in Europa e non l’assetto del mercato elettrico. I firmatari hanno anche invitato Bruxelles a incrementare rapidamente l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, che sono più economiche, per limitare il ruolo del gas come elemento di determinazione del prezzo.
Anche la principale lobby europea del settore elettrico ha lanciato un duro monito alla Presidente della Commissione Europea, esortandola a desistere da ulteriori interventi sul design del mercato energetico. In una lettera, visionata da Bloomberg, la presidenza di Eurelectric, che rappresenta oltre 3.500 aziende del settore, ha espresso “profonda preoccupazione” riguardo eventuali nuove modifiche del sistema di formazione dei prezzi. La lettera avrebbe avuto un tono molto deciso. Eurelectric avvertiva del rischio concreto di paralizzare completamente gli investimenti necessari alla transizione.
Lo squarcio aperto dall’Italia
Le richieste di questo gruppo di Stati vanno nella direzione opposta rispetto alla posizione dell’Italia. Con il DL Energia Roma ha introdotto un rimborso per i produttori termoelettrici, rimuovendo gli oneri sul carbonio dalle bollette delle centrali a gas. L’obiettivo è intervenire sul prezzo marginale e quindi sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità. La mossa dell’Italia, però, ha aperto uno squarcio con Bruxelles perché implica un cambiamento radicale del meccanismo con cui vengono fissati i prezzi. L’obiettivo di Italia e un altro gruppo di Paesi UE è che la Commissione modifichi l’assetto del mercato elettrico per separare prezzi del gas e delle rinnovabili.
Il settore energetico considera pericolosa la proposta italiana di defiscalizzare i costi del carbonio o di intervenire sui prezzi all’ingrosso, temendo che tali misure frammentino il mercato unico e rendano l’Europa meno attraente per gli investimenti.
“Se l’Europa vuole contare in un contesto globale che cambia rapidamente deve rafforzare il proprio mercato interno, ridurre gli oneri amministrativi, accelerare la semplificazione normativa. Non c’è da questo punto di vista più tempo da perdere, a partire da una priorità che consideriamo assoluta, che sono i costi dell’energia”, ha detto di recente la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“L’impegno che abbiamo assunto – ha aggiunto- è quello di costruire risposte concrete, già al Consiglio europeo di marzo, perché non possiamo chiedere alla nostra impresa di competere sui mercati globali se strutturalmente pagano l’energia più dei loro competitor”.













