Von der Leyen: "in occasione del prossimo Consiglio, presenterò diverse opzioni e analisi per valutare se sia giunto il momento di procedere con una riforma dell'assetto del mercato"

Non sono passati neppure due anni da quando è stata adottata l’ultima riforma del mercato elettrico dell’Unione Europea. E son trascorsi appena 10 giorni da quando il Decreto legislativo italiano che l’ha recepita è entrato in vigore. Eppure, per Bruxelles, potrebbe essere arrivato il tempo di metter mano nuovamente all’assetto del mercato elettrico. L’annuncio è arrivato direttamente dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, al termine del ritiro informale dei Ventisette sulla competitività ad Alden Biesen.
Il dito è involontariamente puntato su uno degli aspetti più complessi dell’attuale sistema: il meccanismo del prezzo marginale, che continua a trascinare verso l’alto il prezzo di tutta l’energia, comprese le rinnovabili.
“Abbiamo avuto una discussione intensa su un dato di fatto”, ha commentato von der Leyen. “Se guardiamo alle medie dello scorso anno, le rinnovabili hanno avuto un costo di 34 euro per megawattora, il nucleare tra i 50 e i 60 euro, mentre il gas è arrivato a 100 euro. Il dibattito è acceso sul motivo per cui il nostro sistema del merit order finisca, in ultima analisi, per premiare la risorsa più costosa, rendendola il fattore che determina il prezzo finale. Su questo punto, voglio essere molto chiara: non siamo ancora giunti a una conclusione. Tuttavia, in occasione del prossimo Consiglio Europeo, presenterò diverse opzioni e analisi per valutare se sia giunto il momento di procedere con una riforma dell’assetto del mercato o se l’attuale configurazione sia ancora valida. Inoltre, procederemo come previsto e come stabilito dalla legge con la revisione del sistema ETS”.
Per ora l’eventuale riforma del mercato elettrico è solo un’ipotesi ma, dal momento che alcuni capi di Stato continuano a sostenere la necessità di un nuovo intervento sulle norme dell’electricity market design, c’è chi esprime forti preoccupazioni. Per WindEurope, “l’ultima cosa di cui l’Europa ha bisogno ora è indebolire i segnali di investimento nell’energia pulita”. Secondo l’associazione che rappresenta i produttori eolici europei, rivedere nuovamente la struttura del mercato congelerebbe gli investimenti nelle rinnovabili, consolidando l’eccessiva dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
La CEO di WindEurope, Tinne Van der Straeten, ha dichiarato: “I leader europei hanno giustamente discusso su come ridurre i prezzi dell’energia elettrica per garantire la competitività industriale dell’Europa. Hanno ragione nel dire che ciò richiederà molta più energia rinnovabile. Ma manomettere l’assetto del mercato dell’UE è la risposta sbagliata. I vertici di Anversa e Alden Biesen avevano lo scopo di mobilitare gli investimenti e rafforzare la competitività. Sarebbe profondamente ironico se finissero per congelare gli investimenti in energia pulita di cui l’Europa ha bisogno per rimanere competitiva. L’Europa dispone di tutti gli strumenti per stabilizzare i prezzi dell’energia e proteggere i consumatori dalla volatilità. Insieme all’UE e ai governi nazionali, dobbiamo ora concordare misure mirate per allineare l’offerta di energia elettrica e la domanda industriale”.
Ricordiamo che le regole di progettazione del mercato elettrico entrate in vigore a luglio 2024 fanno capo sia alla direttiva modificativa UE/2024/1711 che al regolamento modificativo UE/2024/1747.












