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Tavolo automotive, filiera chiede riduzione target 2035. Stellantis conferma impegno italiano

Presentata al Tavolo Mimit la nuova programmazione del fondo automotive al 2030. Stellantis: garantisce oltre 7 miliardi alla filiera italiana

Tavolo automotive, filiera chiede riduzione target 2035. Stellantis conferma impegno italiano
Immagine fornita da ANFIA

I risultati del tavolo automotive al MIMIT

Tavolo automotive al ministero delle Imprese e del Made in Italy, per trovare un accordo condiviso tra le parti nel processo di revisione del regolamento europeo sulle emissioni CO2, con la proposta di modifica della Commissione Ue e le misure di politica industriale per i prossimi anni.

Il confronto è stato presieduto dal ministro Adolfo Urso, a cui hanno preso parte i vertici Stellantis, le Regioni coinvolte nella produzione di veicoli, le imprese, i rappresentanti delle associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali mentre le tute blu fuori dalla sede in via Molise chiedono certezze sul futuro della produzione in Italia.

Urso è tornato sulla revisione del regolamento CO2, presentata il 16 dicembre scorso dalla Commissione che “va nella direzione giusta, ma non è affatto sufficiente: abbiamo abbattuto il totem del 2035, ma non ci accontentiamo di dichiarazioni di principio. Serve il pieno riconoscimento della neutralità tecnologica, lo sviluppo dei biocombustibili, risorse significative sulla filiera delle batterie e la tutela del Made in Europe“, le considerazioni di Urso, che evidenzia il momento positivo tra Italia e Germania, le due principali industrie d’Europa che insieme alla Francia devono indicare la strada delle riforme a Bruxelles, in vista del Consiglio europeo del 12 febbraio sulle tematiche della competitività.

Come rendere competitivo il comparto italiano

L’Italia ha un’industria forte nel siderurgico, che serve a garantire l’acciaio alle imprese italiane ed europee. “Siamo il Paese più avanti nella decarbonizzazione del settore siderurgico. L’85% della produzione italiana è green“. E poi c’è il tema dei bio carburanti in cui l’Italia è avanti e che possono contribuire ad abbassare la soglia di emissioni.

Le proposte della filiera automotive

Razionali e pragmatiche. Questa la definizione data da Anfia alle richieste della filiera automotive italiana in merito al Pacchetto automotive Ue. Eccole in sintesi:

  • normare i carburanti rinnovabili nella regolamentazione sui veicoli in coerenza con tutta la legislazione europea;
  • ridurre i target 2030 per i veicoli commerciali leggeri e i target 2035 sia per le auto che per i furgoni;
  • riconoscimento delle peculiarità dei piccoli Costruttori anche dopo il 2035;
  • approvazione prioritaria della flessibilità su 5 anni per le multe ai costruttori di veicoli commerciali leggeri e pesanti

Nessuna retromarcia, solo un bilanciamento tra l’importanza di indirizzare e la capacità di legiferare riducendo le distanze tra le ambizioni politiche e le realtà quotidiane dei cittadini. Sul piano nazionale, Anfia riconosce l’importanza della focalizzazione delle risorse sul sostegno alle attività di ricerca e innovazione, con l’auspicio di poter rafforzare le collaborazioni congiunte dei fornitori con i Costruttori sulle nuove traiettorie tecnologiche” scrive l’associazione in una nota.

Tavolo automotive: l’impegno di Stellantis

Al tavolo automotive, ovviamente atteso l’intervento del big player europeo Stellantis, per cui era presente il responsabile Enlarged Europe & European Brands di Stellantis, Emanuele Cappellano, che ha evidenziato che la centralità dell’Italia che “continuerà a rappresentare un punto di riferimento nel futuro per il gruppo“. Confermata la produzione delle nuove DS N8 e Jeep Compass a Melfi e della nuova Fiat 500 ibrida a Mirafiori, con l’obiettivo di aumentare la produzione già dal 2026. Lo scorso anno il Gruppo ha chiuso con oltre 7 miliardi di euro di acquisti da fornitori italiani e “per il 2026 questo impegno sara’ confermato“, ha assicurato Cappellano.

Presidio delle tute blue

In presidio, nel corso del tavolo, sotto il ministero delle Imprese, le delegazioni di lavoratori provenienti da varie parti d’Italia appartenenti ad aziende del settore. Un’iniziativa – riferiscono i sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR – volta a denunciare la grave crisi di un settore fondamentale per il nostro Paese e a sollecitare risposte concrete da parte del governo, dell’Unione europea e dal sistema delle imprese. “Dal tavolo non e’ arrivata nessuna risposta concreta per i lavoratori“, hanno spiegato Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilita’, sottolineando come 10 mila lavoratori siano a rischio licenziamento.

Programma Fondo automotive al 2030

Nel corso del tavolo automotive, è stato presentato dai tecnici del ministero il nuovo Dpcm che programma le risorse del Fondo automotive fino al 2030, per un totale di circa 1,6 miliardi di euro, offrendo alle imprese una prospettiva pluriennale destinando il 75% delle risorse all’offerta. Nel dettaglio, la quota principale è riservata agli accordi per l’innovazione, con 750 milioni di euro per ricerca e sviluppo, seguiti dai contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con particolare attenzione ai mini-contratti.

Sul fronte della domanda, una parte rilevante delle risorse sarà destinata all’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, oltre al sostegno per i veicoli della categoria L, al retrofit, al bonus per le colonnine di ricarica e al noleggio sociale a lungo termine. A queste misure del Fondo automotive si affiancano gli interventi previsti dalla legge di bilancio, che mettono a disposizione risorse significative per gli investimenti delle imprese, a partire dal Nuovo Piano Transizione 5.0 e dal rifinanziamento della Nuova Sabatini, determinando un’immissione complessiva di risorse molto rilevante a sostegno del settore e dell’intero sistema produttivo. 

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.