La Commissione UE introduce un meccanismo di controllo su import e export di rottami metallici per garantire disponibilità interna e rafforzare la resilienza industriale.

Dal 23 luglio, la Commissione europea ha attivato un sistema di sorveglianza doganale per monitorare i flussi commerciali di rottami metallici in entrata e in uscita dall’Unione. La misura si applica ai rifiuti e rottami ferrosi, inclusi quelli d’acciaio, nonché alluminio e rame.
L’iniziativa rientra nel Piano d’Azione per l’Acciaio e i Metalli (SMAP) varato a marzo 2024 e punta a migliorare la resilienza e la sostenibilità delle industrie metallurgiche europee, promuovendo la circolarità come leva per la decarbonizzazione.
Secondo Bruxelles, il calo della disponibilità interna di rottami, anche a causa dell’export verso Paesi terzi, rischia di compromettere la competitività del settore. L’obiettivo del nuovo sistema è raccogliere dati dettagliati sulle operazioni commerciali, fornendo una base informativa per eventuali misure correttive da adottare entro il terzo trimestre 2025.
Il nodo dei dazi sull’export
La Commissione evidenzia come l’introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti, pari al 50% su numerosi prodotti in acciaio e alluminio (escludendo i rottami), possa innescare ulteriori distorsioni di mercato.
L’aumento dei prezzi globali delle materie prime primarie potrebbe incentivare l’esportazione di rottami metallici dall’UE, aggravando le perdite già in atto. In questo contesto, la sorveglianza doganale mira a fornire uno strumento tempestivo per monitorare le tendenze ed eventualmente reagire con misure commerciali mirate.
Al contempo, la Commissione sta collaborando con gli operatori del settore per migliorare la classificazione doganale dei rottami, al fine di ottenere una tracciabilità più granulare dei flussi, distinguendo le tipologie critiche per l’economia circolare europea.
Esportazioni di rottami metallici: acciaio in calo, rame in forte valore
L’analisi dei dati di esportazione conferma una dinamica molto differenziata tra le tipologie di rottami metallici.
Nel 2024, l’UE ha esportato oltre 14,6 miliardi di kg di rottami di acciaio, per un valore complessivo di 5,5 miliardi di euro. L’alluminio, pur con volumi inferiori, ha raggiunto 1,22 miliardi di kg esportati, con un controvalore pari a 2,13 miliardi di euro.
Il rame, infine, ha registrato un export di 590 milioni di kg, ma con il valore economico di oltre 3,1 miliardi di euro.
I dati confermano la centralità economica del rame nella filiera del riciclo, a fronte di volumi più contenuti rispetto ad acciaio e alluminio. L’elevato valore unitario lo rende una risorsa strategica, tanto sotto il profilo industriale quanto per gli obiettivi di decarbonizzazione.
Sorveglianza mensile e decisioni attese entro fine settembre
Il sistema di sorveglianza fornirà statistiche mensili aggiornate, migliorando la trasparenza e la capacità dell’UE di intervenire tempestivamente. Le informazioni raccolte permetteranno alla Commissione di valutare l’introduzione di misure correttive, qualora emergessero segnali di scarsità per il mercato interno.
Le decisioni in merito a eventuali azioni saranno prese entro la fine del terzo trimestre 2025. Il rafforzamento del controllo doganale sui rottami metallici rappresenta un tassello chiave per assicurare un approvvigionamento stabile di materie seconde, ridurre la dipendenza da fonti primarie esterne e raggiungere l’obiettivo climatico europeo di riduzione del 90% delle emissioni nette entro il 2040.
Rottami metallici ed economia circolare, un nodo strategico
L’industria dei metalli riciclati è centrale per la decarbonizzazione dei processi produttivi. L’impiego di rottami metallici consente di ridurre drasticamente il consumo energetico rispetto alla produzione primaria: fino al -95% nel caso dell’alluminio.
Rafforzare il monitoraggio di queste risorse è quindi una priorità non solo industriale ma ambientale. Il nuovo sistema di sorveglianza risponde all’esigenza di garantire che i flussi di rottami metallici restino disponibili per l’industria europea, promuovendo allo stesso tempo un uso più efficiente e tracciabile delle risorse.
Con la collaborazione degli operatori, l’UE punta a migliorare la qualità della raccolta dati, rafforzare la filiera del riciclo e consolidare una base industriale sostenibile e autonoma.













