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Auto elettriche in Italia: nel 2025 boom di vendite, ma target PNIEC resta un miraggio

Crescono anche le infrastrutture di ricarica: circa 1,3 milioni i punti pubblici in Europa e 77.000 in Italia con un aumento più rapido dei dispositivi fast

Auto elettriche in Italia: nel 2025 boom di vendite, ma target PNIEC resta un miraggio
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Auto elettriche Italia: crescita costante, ma target 2030 distante

Costante aumento delle auto elettriche in Italia. Nel 2025 le immatricolazioni di ricaricabili hanno raggiunto circa 193.000 unità con una quota di mercato al 12,6%. Rispetto al 2024 uno scarto di quasi 5 punti percentuali. Ancora numeri: sono 98.000 BEV e 95.000 PHEV nuove di pacca immesse sulle strade italiane nel 2025, che sembra essere l’anno della consacrazione della mobilità elettrica in Italia. Intendiamoci, i numeri non sono ancora giganteschi, ma lo zoccolo duro inizia a sgretolarsi, ed il trend è tracciato.

Tutta un’altra storia dal 2024, l’annus horribilis con un calo diffuso delle immatricolazioni, mentre la Cina macinava. In tutta Europa, inclusi Regno Unito e Paesi dell’EFTA nel 2025 sono state immatricolate circa 3,9 milioni di autovetture elettriche, tra pure e plug-in. Numeri diffusi dallo Smart Mobility Report 2026, redatto dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano.

Obiettivi raggiungibili per l’Italia?

Non solo le ricaricabili, perché prosegue il trend crescente di installazioni di infrastrutture di ricarica: a fine 2025 erano presenti circa 1,3 milioni di punti di ricarica pubblici in Europa e 77.000 in Italia (+17%), con un aumento più rapido dei dispositivi fast.

Ma nonostante il progresso di immatricolazioni di BEV e PHEV secondo il target PNIEC, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, che stabilisce le proprie strategie e i propri obiettivi in materia di transizione energetica, decarbonizzazione e riduzione delle emissioni, al 2030 l’Italia dovrebbe arrivare a 6,6 milioni di vetture elettriche, un dato che appare sempre più difficile da raggiungere. Infatti, procedendo al ritmo di oggi a fine decennio si arriverebbe appena a 3,1 milioni di auto, che salirebbero a 3,6 milioni e a 4,2 negli scenari Boosted (sostenuto da politiche ad hoc) e Decarbonization (molto sostenuto).

“I dati mostrano chiaramente come il mercato della mobilità elettrica sia ancora piuttosto policy-driven – conferma Vittorio Chiesa, direttore di Energy&Strategy e responsabile del Report – con un legame evidente tra immatricolazioni e andamento della normativa. Per questo, è fondamentale il ruolo delle politiche europee e nazionali nell’accelerare la transizione verso l’elettrico: servono stabilità, chiarezza e meccanismi di supporto pluriennali per sostenere gli investimenti degli operatori. Al contrario, la contemporanea revisione di numerosi provvedimenti e l’incertezza sull’esito delle proposte legislative – ciò che purtroppo sta accadendo ora – riducono la prevedibilità del quadro regolatorio”.

Auto elettriche Italia: piovono offerte

Altro dato positivio è che sul mercato sono molte le auto a batterie disponibili, con fasce di prezzo che si abbassano sempre più. Le BEV disponibili a giugno 2026 erano 183, anche se prevalentemente su segmenti medio-alti. Il 68% del listino è costituito da modelli C-F, e mancano le city car di segmenti A e B, dove sta aumentando la pressione dell’industria automotive cinese.

Per la prima volta l’UE ha registrato un deficit di 5,4 miliardi nel commercio di auto con la Cina, a fronte di ben 13,8 miliardi di importazioni. Oltre all’aumento dei modelli ibridi, a fare la differenza sulle elettriche è la forte richiesta di vetture compatte ed economiche. È proprio qui che i costruttori cinesi hanno trovato campo libero, approfittando dell’assenza di un’offerta europea. L’Unione prova ora a correre ai ripari: il piano annunciato da Ursula von der Leyen punta proprio a sviluppare una city car elettrica accessibile e interamente prodotta in Europa.

Un quadro normativo in profonda revisione

Sul quadro normativo europeo c’è stata confusione. Prima lo stop ai termici entro il 2035, poi l’abbassamento della soglia al 90%. Questa prospettiva potrebbe modificare la traiettoria del mercato, portando la quota di BEV all’89% delle immatricolazioni e non al 100%, mentre le flessibilità aggiuntive sulle emissioni contenute nella prima bozza di Rapporto del Parlamento Europeo la potrebbero ridurre addirittura al 58%.

Il riciclo delle batterie

Investire nel riciclo delle batterie deve essere il mantra per ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di materie prime critiche. Ad oggi sono 24 in Europa le nuove società fondate tra il 2016 e il 2026 attive nel riciclo delle batterie al litio; tra gli operatori fisici, il 43% adotta un modello integrato che combina pretrattamento e recupero dei materiali.

Nel 2025 erano operativi nel mondo circa 200 impianti di riciclo, con 3,5 Mt di capacità di pretrattamento e 2,9 Mt di trattamento, cui si aggiungono circa 7 Mt di nuova capacità in progettazione, costruzione o espansione.

La vera sfida per l’Europa è costruire da zero una filiera industriale delle batterie che sia completa e sostenibile su larga scala. Ma da dove si parte? Servono prima di tutto regole chiare e condivise per valutare e tracciare le batterie lungo tutto il loro ciclo di vita. Bisogna poi creare un mercato affidabile per i materiali riciclati e, infine, sostenere con incentivi mirati quelle aziende innovative che stanno coprendo gli anelli ancora deboli della catena produttiva.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.