Secondo il report del PoliMI entro il 2030 potrebbero essere 6,6 milioni di auto elettriche in circolazione in Italia

Male il 2024, molte bene il 2025 per le auto elettriche. Partiamo dallo scorso anno, quando in Italia sono state immatricolate circa 119.000 e-car. Circa il 55,6%, quindi più della metà, sono veicoli full electric.
Dati buoni, ma le immatricolazioni sono calate del 13% rispetto al 2023. La quota dell’elettrico sul totale delle immatricolazioni si attesta al 7,5%, la percentuale più bassa tra i principali mercati automobilistici europei. Ma comunque in crescita costante.
Boom di BEV nei primi 5 mesi
Per fortuna, nei primi 5 mesi del 2025 c’è stata una controtendenza positiva. Da gennaio a maggio sono state immatricolate circa 73.000 automobili, contro le 45.000 dell’anno prima e le 58.000 del 2023. Solo ad aprile c’è stato un boom sorprendente: +92%.
Dunque il 2025 è l’anno della svolta. In Europa le immatricolazioni mensili di auto elettriche sono cresciute in media del 21,9%, in Italia invece del 63,3%. A dirlo sono i dati contenuti nello Smart Mobility Report della Energy & Strategy School of Management del Politecnico di Milano.
Produzione mondiale di elettriche
Nel 2024 la produzione globale di automobili, con qualunque tipo di alimentazione, si è attestata a 75,5 milioni di unità, -0,5% rispetto ai 75,9 milioni del 2023 (in Europa il calo è stato del 6,7%, con 12,2 milioni di veicoli prodotti).
Le auto elettriche prodotte nel mondo sono state 17,3 milioni (+25% rispetto al 2023) grazie principalmente alla Cina, che da sola ne ha realizzate 12,4 milioni (70% del totale mondiale).
L’Unione Europea si conferma il secondo polo produttivo con 2,4 milioni di unità. I costruttori europei hanno realizzato quasi l’80% della produzione regionale, ma con performance molto differenziate: +5% i produttori tedeschi, -15% gruppi come Stellantis e Renault.
Ed il futuro? I 3 scenari al 2030
Sono 3 gli scenari possibili tracciati al 2030.
- Business As Usual (BAU), in linea con i trend di mercato oggi in atto;
- Boosted (BOS), più ottimistico, che prevede un ulteriore supporto legislativo ad-hoc per la diffusione della mobilità sostenibile;
- Policy Driven (PD), con previsioni di sviluppo molto sostenute, che presuppone il raggiungimento dei target fissati dal PNIEC, cioè 6,6 milioni di autovetture elettriche circolanti in Italia al 2030
In tutti e tre i casi il parco circolante di autovetture tradizionali rimarrebbe preponderante, con un minimo di 29,4 milioni di unità (scenario PD, 73% del totale) e un massimo di 32,9 milioni di unità (scenario BAU, 82%).
Viceversa, le auto elettriche andrebbero dai 3,1 milioni dello scenario BAU (8%) ai 6,6 milioni di quello PD (16%). Per raggiungerli però sarebbe necessario immatricolare mediamente circa 1 milione di auto elettriche nei prossimi 5 anni.
“I dati registrati nei primi mesi del 2025 indicano una direzione promettente – commenta Paolo Maccarrone, direttore scientifico del report – ma per accelerare questa tendenza è necessario un approccio organico e integrato che unisca interventi strutturali e normativi. Promuovere maggiore consapevolezza sui benefici economici e ambientali della mobilità elettrica è essenziale per superare le resistenze culturali ancora diffuse e stimolare la domanda”.
Cosa pensano gli italiani?
In fondo è l’unica domanda che conta. E per misurare il grado di soddisfazione e le esperienze d’uso, nel primo trimestre 2025 è stata condotta, in collaborazione con BVA Doxa, un’indagine rivolta a proprietari e utilizzatori di veicoli elettrici, che si dimostrano estremamente soddisfatti. Ebbene l’84% di chi usa vetture full-electric le riacquisterebbe in futuro.
Percezione positiva anche dell’autonomia reale delle BEV, punto critico delle elettriche, rispetto a quella dichiarata. Il 71% segnala al massimo uno scostamento del 10%. Sulle modalità di ricarica, il 48% degli utenti dichiara di non ricorrere ai punti di accesso pubblici a causa dei costi elevati, il 22% della scarsa capillarità, dei tempi non compatibili con le esigenze quotidiane e della difficoltà d’uso. Addirittura il 37% dei rispondenti afferma di ricaricare esclusivamente a casa. Dove? Colonnina del condominio o wall box.
Perché si compra l’elettrica
Secondo l’indagine, la principale motivazione all’acquisto, per il 30%, resta l’impatto ambientale positivo, seguito dalla possibilità di utilizzare energia autoprodotta e dalla convenienza economica legata alla ricarica domestica.
Circa un quarto degli intervistati attribuisce invece un ruolo rilevante alle facilitazioni (accesso gratuito a ZTL, parcheggi gratis, ecc.). Quanto agli incentivi, poco più della metà del campione (54%) ne ha usufruito per l’acquisto, con una netta prevalenza dell’Ecobonus (85%) seguito dagli incentivi regionali (21%).












