Dal 1° gennaio 2027, la Cina modificherà la sua politica di incentivi per la mobilità sostenibile introducendo nuovamente la tassa di possesso per i veicoli commerciali elettrici, i modelli ibridi plug-in e i range extender

Auto elettriche ed ibride, in Cina stop incentivi
Dopo una politica serratissima di incentivi per spingere la mobilità elettrica e sostenibile e ridurre le emissioni inquinanti, la Cina tira il freno a mano. Dal 1° gennaio 2027 si tornerà a pagare il bollo per alcuni veicoli ibridi: in particolare le plug-in e le range extender. Insieme a questi modelli anche i veicoli commerciali elettrici dovranno versare la tasse annuale di possesso, il nostro bollo per intenderci, che fino alla fine del 2026 sarà gratuito. Per chi possiede auto elettriche (consulta la nostra guida 2026) ma le usa a titolo privato, cioè non per scopi commerciali, allora resta l’esenzione fiscale decisa da Pechino.
Meno tasse, più elettriche
E’ la fine di un lungo periodo, iniziato nel 2012 e durato 14 anni durante il quale i cinesi sono diventati leader mondiali non solo nella produzione di elettriche e batterie, ma hanno anche sostituito un numero enorme di veicoli inquinanti con auto ad emissioni zero o ridotte. La tassa su veicoli e natanti è un’imposta patrimoniale applicata annualmente ai proprietari o ai gestori di veicoli e natanti. Le regioni a livello provinciale possono stabilire importi fiscali applicabili specifici per ciascuna regione entro un determinato intervallo di aliquote. La politica fiscale cinese ha aiutato enormemente il settore, oltre alla grande scelta di mezzi di tutti i prezzi, che ha spinto verso l’altro il settore della mobilità elettrica e sostenibile. Oggi i veicoli NEV rappresentano una quota dominante delle nuove immatricolazioni, intorno al 63% del mercato cinese.
Stop incentivi: perché la Cina torna al vecchio
Secondo gli analisti, questo adeguamento della politica contribuirà a promuovere l’equità fiscale e a orientare lo sviluppo sano dell’industria dei NEV. “La tassa su veicoli e natanti svolge funzioni di redistribuzione della ricchezza, oltre che di regolazione e orientamento dello sviluppo industriale”, ha dichiarato Liang Ji, direttore del centro di ricerca sulle entrate pubbliche presso l’Accademia cinese delle scienze fiscali.
E’ altresì vero, che gli importi del bollo cinese sono relativamente contenuti. Ad esempio, la tassa annuale per un veicolo passeggeri elettrico ibrido plug-in con cilindrata di 1,5 è di circa 60 dollari a Pechino, e meno di 50 a Shanghai e nel Guangdong. Motivo per cui il centro di ricerca ritiene che non avrà un grande impatto nelle scelte dei cinesi ormai abituato alle vetture elettriche o ibride.
“Dopo anni di sviluppo, l’industria cinese dei NEV ha superato la dipendenza da politiche preferenziali universali ed è entrata in una nuova fase di crescita autonoma e guidata dal mercato”, ha dichiarato Liu, aggiungendo che l’adeguamento della politica incoraggerà le imprese a raggiungere uno sviluppo di alta qualità attraverso la competitività di mercato.
E in Italia si paga il bollo?
In Italia il bollo auto è gestito su base regionale, ma ci sono linee guida nazionali chiare:
- Auto 100% elettriche: C’è un’esenzione totale per i primi 5 anni dalla prima immatricolazione in tutta Italia. Dal sesto anno in poi, nella maggior parte delle regioni si paga un bollo ridotto (pari al 25% della tariffa standard). In alcune regioni virtuose (come Lombardia e Piemonte) l’esenzione resta totale anche dopo i 5 anni.
- Auto Ibride: Non esiste una regola unica. Moltissime regioni offrono esenzioni temporanee (dai 3 ai 5 anni) per le nuove immatricolazioni. Una volta terminato il periodo di esenzione, il bollo si paga solo sulla potenza del motore termico (in kW), ignorando completamente la potenza dei cavalli elettrici.
Nel resto d’Europa
Il panorama europeo sta cambiando rapidamente e la tendenza è quella di far pagare gradualmente anche le auto a zero emissioni per non perdere il gettito fiscale:
- Regno Unito: Ha fatto da apripista alla linea dura. Le auto elettriche non sono più esenti. Pagano una tassa ridotta al primo anno, circa 12 euro e poi passano alla tariffa standard di circa 230 euro all’anno.
- Paesi Bassi: Storicamente la patria degli incentivi, ora applicano una tassa di circolazione alle auto elettriche, pur garantendo uno sconto (pagano circa il 70% della tariffa standard), con l’obiettivo di arrivare alla tariffa piena nei prossimi anni.
- Germania: Offre un’esenzione decennale sulla tassa di circolazione per i veicoli immatricolati puri elettrici, ma la pressione politica per rivedere questi bonus sta aumentando.
- Spagna: Il bollo auto è una tassa comunale che prevede forti agevolazioni per la mobilità sostenibile: le auto elettriche e ibride plug-in godono di sconti fino al 75% o di esenzioni totali a seconda della città (come a Madrid e Barcellona). Anche le ibride tradizionali beneficiano di riduzioni significative, pagando tariffe calcolate solo sulla componente termica.
L’opinione
L’incentivo nasce come meccanismo incentivante. Quando si abolisce il pagamento di una tassa, percepita come odiosa dalla gran parte dei contribuenti, allora ci si avvicina a qualcosa che non si conosce. Dovunque viene applicata offre un rinforzo positivo all’acquisto e la Cina ne è la testimonianza. In Italia ha funzionato bene per le ibride, ma poco con le elettriche. Nel caso italiano costo di acquisto e infrastrutture nelle grandi città sono i veri problemi da affrontare al più presto. Sul primo ci stanno lavorando i car maker e l’Ue, sul secondo spetta al Governo ed alle amministrazioni locali fare qualcosa in più.












