Nove auto su dieci saranno a batteria al 100% sul mercato cinese. Ibride e alternative sono destinate al declino?

Nove auto su dieci saranno a batteria in Cina
Se ancora non si è capito, il mercato delle auto elettriche sarà di dominio cinese. Almeno in Cina. Il 90% dei veicoli a batteria sarà di brand interni al colosso dell’Asia, già entro il 2040. Questo significa che diminuisce l’appeal dei grandi marchi europei, in favore di prodotti dai costi inferiori e prodotti interamente in casa. In realtà, già oggi il trend è evidente. Entro i prossimi 4 anni, le BEV e le plug-in supereranno il 70% delle vendite totali, con una netta prevalenza di elettriche pure, nel rapporto di 7 a 3.
Le previsioni appartengono a Ouyang Minggao, docente della Tsinghua University intervenuto all’Intelligent Electric Vehicle Development Forum di Pechino ,secondo cui lo scenario che si sta delineando è piuttosto netto. I veicoli ibridi plug-in e range extender sono già in fase discendente, (mentre salgono in Europa, dove il ritardo della transizione è evidente) mentre gli elettrici puri sono destinati a dominare il mercato. (Se vuoi sapere tutto sulle auto elettriche, consulta la guida 2026 di Rinnovabili sulle auto elettriche).
Brand europei ai margini
Ma già entro il 2030 le auto elettrificate (elettriche pure e ibride plug-in) dovrebbero superare il 70% delle vendite totali, con una netta prevalenza dei BEV nel rapporto di 7 a 3. Nei 5 anni successivi, la quota salirebbe oltre l’80%, con un ulteriore rafforzamento delle elettriche, fino ad arrivare nel 2040 a una ripartizione di circa 9 a 1.
Perché i cinesi scelgono le loro auto e non quelle europee o l’americana Tesla? Efficienza è la parola chiave secondo il docente cinese. Le BEV possono sfruttare più ampiamente l’energia rinnovabile, sono più convenienti anche rispetto all’idrogeno e fino a quattro volte in più delle auto con motori termici alimentati con e-fuel.
Fine delle ibride?
Ma se il mercato cinese avrà il 90% di elettriche, e fermo restando che l’industria interna guarda con molta attenzione le dinamiche del proprio Paese, prima di pensare all’export, allora si potrebbe ipotizzare che le ibride plug-in e le elettriche con range extender diventino marginali? Probabile.
E le batterie a stato solido?
Il professor Ouyang, però, pone l’attenzione anche su un altro tema: le batterie allo stato solido, che sono ritenute la tecnologia che cambierà definitivamente il destino delle auto elettriche. Si ipotizza che le prime applicazioni di scala con densità energetica intorno a 300 Wh/kg non possano arrivare prima del 2030.
Infine, c’è un’altra questione che viene evidenziata nel rapporto del docente cinese: per le BEV la vera chiave di volta è nell’energia rinnovabile. In Cina, infatti, si prevede che la quota di rinnovabili superi il 60% entro il 2035, il che significherebbe rendere le auto elettriche sempre più convenienti, contribuendo in modo considerevole a ridurre le emissioni inquinanti.












