Rinnovabili • Schermi touch nelle auto? Troppo fastidiosi e distraggono: ecco perché Rinnovabili • Schermi touch nelle auto? Troppo fastidiosi e distraggono: ecco perché

Schermi touch nelle auto? Troppo fastidiosi e distraggono: ecco perché

Il 46% degli automobilisti ritiene che l'infotainment dei touch screen sia fastidioso e fonte di distrazione

Google Aggiungi Rinnovabili tra i preferiti su Google
Schermi touch nelle auto? Troppo fastidiosi e distraggono: ecco perché
Immagine della redazione

Touchscreen in auto: cosa ne pensano gli automobilisti

Sempre connesse, piene di app (non tutte utili), con due o tre schermi, ma alzi la mano a chi piace il nuovo standard di infotainment fatto di schermi touch sempre più grandi? Il sottoscritto non alzerà la mano, e la ragione è presto detta. Le auto elettriche o di nuova generazione che hanno ridotto all’osso i tasti fisici, lo hanno fatto per semplificare il passaggio di cavi e presenza di sensori nel veicolo, ma soprattutto per risparmiare. L’altra ragione è che le nuove generazioni di automobilisti cinesi, nati connessi, amano gli schermi e le funzionalità touch. Da qui la produzione di auto, Tesla style, con 2 o 3 schermi, e senza o quasi tasti fisici. Il risultato è un design interno simile per gran parte dei veicoli, ma soprattutto maggiore distrazione mentre si guida, che aumenta quando il sistema non è così intuitivo o perde la connessione con lo smartphone.

Schermi touch nelle auto: infotainment da rivedere

A dare evidenza a queste considerazioni personali, anche l’Initial Quality Study 2026 di J.D. Power, uno studio che ha misurato i problemi segnalati dagli acquirenti di auto nuove nei primi 3 mesi di utilizzo. Se gli automobilisti segnalano in generale meno problemi rispetto allo scorso anno, le maggiori criticità riguardano l’infotainment. Su un totale di 100 veicoli, ben 44,4 veicoli (quasi la metà) hanno registrato lamentele legate all’infotainment. 

Uno dei problemi principali riguarda la connettività con Apple CarPlay e Android Auto, “il principale singolo fattore del peggioramento anno su anno della qualità dell’infotainment“, con un’incidenza di 3,8 problemi ogni 100 veicoli. Pochi invece i problemi con una tecnologia consolidata da almeno due decenni, il Bluetooth, che pesa solamente 0,5 problemi ogni 100 veicoli. 

Problemi di connessione con smartphone

Ma perché tutti questi problemi? Secondo lo studio, la principale criticità è il software dell’auto meno performante di quello dei cellulari. Nonostante gli aggiornamenti over the air delle varie auto moderne, questi non riescono a competere con quelli più veloci degli smartphone, ed ecco che i sistemi vanno in crash. Infatti, se Apple o Google fanno un upgrade, chi si occupa di software delle auto deve renderlo compatibile e fare test velocemente per il rilascio. “I problemi di connettività vanno oltre il semplice mirroring dello schermo. Ci sono problematiche delle app per smartphone che controllano funzioni come climatizzazione, chiusura delle porte e avviamento da remoto. I problemi di infotainment sono più critici che mai, perché lo schermo è ormai il centro di comando per molte auto“, le parole dell’autore dello studio. 

Schermi touch nelle auto distrae dalla guida

L’altro tema, cavallo di battaglia personale, è la distrazione. Se per controllare l’aria condizionata, aggiustare il sedile o gli specchietti retrovisori, cambiare fonte dei media e chissà cosa altro, si deve scrollare il display centrale, questo comporta una distrazione continua dalla guida, che potrebbe inficiare sulla sicurezza stradale. Infatti, il 46% di chi ha partecipato allo studio ha evidenziato che il touchscreen è stato il responsabile della loro distrazione alla guida.

Cosa fanno i produttori di auto

Le case automobilistiche stanno raccogliendo questi feedback preziosi per risolvere questi problemi tecnologici e di interfaccia uomo-auto. Tornare ai pulsanti fisici o analogici che dir si voglia potrebbe non essere un’operazione vintage, ma di utilità e buon senso. I car maker sono stati avvisati.

Rinnovabili •

About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.