I veicoli commerciali Stellantis stavano per essere prodotti in Polonia e Francia, ma lo stop ha fermato la produzione

Idrogeno addio. Stellantis ferma il programma di sviluppo della tecnologia per celle a combustibile a idrogeno che avrebbe dovuto iniziare a produrre proprio in estate. Il gruppo aveva in programma la costruzione dei veicoli commerciali Pro One ad idrogeno negli stabilimenti in Francia e Polonia. Con una nota ufficiale mette fine all’alternativa, su cui altri marchi, come Toyota continuano a puntare. Addirittura a Venezia sono state adottate auto ad idrogeno del colosso nipponico.
Le motivazioni dell’abbandono
Per Stellantis le criticità che hanno motivato l’addio, sono legate alla “limitata disponibilità di infrastrutture per il rifornimento, agli elevati requisiti di capitale e della necessità di maggiori incentivi all’acquisto da parte dei consumatori”. Nella nota, però, l’Azienda sottolinea che non si tratta proprio di un addio, ma di un arrivederci almeno fino alla fine del decennio. Ma da qui al 2030, il mercato potrebbe subire un vero e proprio sconvolgimento: dalla transizione all’elettrico all’avanzata cinese, passando per i dazi di Trump.
La critica all’Ue
Non manca una stoccata a Bruxelles, a cui viene addossata parte della colpa. “In un contesto in cui l’Azienda si sta mobilitando per rispondere alle stringenti normative europee sulle emissioni di CO2, Stellantis ha deciso di interrompere il suo programma di sviluppo della tecnologia a celle a combustibile a idrogeno”, spiega Jean-Philippe Imparato, Chief Operating Officer per l’Europa allargata. Come dire, è colpa dell’Ue se abbiamo dovuto investire miliardi di euro per evitare miliardi di euro di sanzioni. Ma la verità è che “il mercato dell’idrogeno rimane un segmento di nicchia, senza prospettive di sostenibilità economica a medio termine. Dobbiamo fare scelte chiare e responsabili per garantire la nostra competitività e soddisfare le aspettative dei nostri clienti con la nostra offensiva di veicoli elettrici e ibridi per passeggeri e veicoli commerciali leggeri“. Dicono ancora da Stellantis. Insomma, si vuole evitare che accada come il metano, quando venne lanciato come carburante alternativo, senza mai prendere piede.
Nessun licenziamento
Il gruppo ci tiene a far sapere che questa decisione ai vertici non avrà alcun impatto sul personale presso i siti produttivi. Infatti, la ricerca tecnologica proseguirà verso altri progetti. Quel che c’è in gioco, però, è lo stabilimento della joint venture Symbio, un nuovissimo impianto che prevedeva di produrre 50.000 sistemi a idrogeno all’anno entro il 2026, gran parte dei quali per Stellantis.
Chi va avanti con la sperimentazione
Se Stellantis si ferma, e Renault si era già fermata, altri big proseguono. Toyota, Hyundai e BMW continuano a credere nell’idrogeno, con piccoli programmi di sviluppo e una manciata di veicoli in circolazione. Invece, il colosso svedese dei camion, Volvo Trucks continua a puntare molto su questo combustibile ecologico, come ci aveva raccontato anche il ceo del gruppo in questa intervista.
BMW prevede ancora di lanciare un SUV a idrogeno nel 2028, in partnership con Toyota, leader mondiale nella produzione di automobili e grande sostenitore di questa fonte energetica.












