Il progetto MITICA, finanziato dalla Regione Puglia a cui partecipano il CNR e il CoNISMa, prevede sperimentazioni avanzate per aumentare la resilienza degli impianti di mitilicoltura e l’implementazione di una filiera per la certificazione dei crediti di carbonio

Verso una filiera per la certificazione dei crediti di carbonio
È partito in Puglia il progetto MITICA – mitilicoltura integrata per la tutela, l’innovazione e la capacità di adattamento al cambiamento climatico ed ambientale.
Il progetto, a cui partecipano il CNR e il CoNISMa, è finanziato dalla Regione Puglia.
Mitilicoltura resiliente e sostenibile
MITICA prevede sperimentazioni avanzate per aumentare la resilienza degli impianti di mitilicoltura e l’implementazione di una filiera per la certificazione dei crediti di carbonio. L’obiettivo del progetto è creare un mercato regolamentato per valorizzare i servizi ecosistemici.
Il cambiamento climatico sta colpendo duramente gli allevamenti di mitili, per cui la Puglia è famosa. Il progetto prevede una sperimentazione per individuare i fattori di stress e le eventuali azioni migliorative.
Rinnovabili ne ha parlato con Carmine Massarelli, responsabile scientifico del progetto MITICA per conto del CNR.
Cambiamento climatico e moria dei mitili
Quali sono i problemi degli impianti di mitilicoltura che hanno portato all’avvio del progetto MITICA?
Il problema principale è quello dell’innalzamento delle temperature dovuto ai cambiamenti climatici che provoca una moria eccessiva dei mitili. È un problema che non si verifica solo a Taranto ma anche nel Foggiano e in altre aree d’Italia.
Potremmo considerare il progetto MITICA uno studio pilota per selezionare quegli individui e quelle pratiche di mitilicoltura integrata che assicurano una maggiore sopravvivenza del seme dei mitili.
Abbiamo previsto differenti azioni sperimentali. Testeremo gli individui sottoponendoli ad alcuni stress ambientali per comprendere meglio come reagiscono e come individuare prematuramente i fattori di stress e le eventuali azioni per controllare la situazione.
Poi integriamo alla mitilicoltura la produzione delle alghe. Questo sistema integrato, infatti, porta dei benefici sia ai mitili sia all’ambiente.
Inoltre, si pensava al riutilizzo della biomassa prodotta dalle alghe a scopi energetici per implementare una filiera di crediti di carbonio per i mitilicoltori.
Quindi l’obiettivo del progetto MITICA è quello di attivare una serie di nuove iniziative nel comparto, che ovviamente bisogna sperimentare nei prossimi 18 mesi.
Quindi il progetto MITICA dura solo 18 mesi, è abbastanza breve.
In effetti è abbastanza breve, ma bisogna dare risposte subito.
Non partiamo completamente da zero. Alcune di queste attività sperimentali sono già note dalla bibliografia. Si sa quali potrebbero essere le soluzioni migliori, ma bisogna testarle.
In questo breve periodo punteremo alla ricerca applicata all’ecosistema della mitilicoltura.
Il valore sociale della mitilicoltura
La mitilicoltura ha un valore economicamente rilevante per la Puglia, le cozze pugliesi sono famose. È vero, la cozza tarantina è famosa in tutto il mondo. Proprio per il suo valore dobbiamo pensare anche ai risvolti sociali della mitilicoltura.
Purtroppo, a causa di questa moria, la cozza tarantina potrebbe essere sostituita da di importazione.
Quindi i risultati del progetto MITICA potrebbero avere un’utilità anche dal punto di vista economico per il territorio.
Sicuramente. Dopo aver individuato le best practice di coltivazione, le trasmetteremo ai mitilicoltori affinché possano metterle in pratica e evitare di perdere gran parte del raccolto.
Inoltre, proviamo a capire quanti crediti di carbonio si possono generare attraverso la mitilicoltura. In questo modo, i mitilicoltori possono produrre crediti di carbonio e rivenderli sul mercato.
La Regione Puglia finanzia il progetto MITICA
Il finanziamento è di 400 mila euro, la Regione Puglia si impegna parecchio.
La Regione Puglia con la legge regionale del 21 dicembre 2024 ha voluto direttamente finanziare otto grandi attività sperimentali.
Il finanziamento prevede un accordo di collaborazione e prevede il ristoro delle spese sostenute per queste attività sperimentali agli enti coinvolti.
Chi partecipa al progetto MITICA
Oltre al CNR, al progetto MITICA partecipa anche il CoNISMa.
Il CNR partecipa con il dipartimento di Scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente.
Il CoNISMa è un consorzio nazionale interuniversitario a cui afferiscono le 36 università italiane specializzate nelle scienze marine.
La Regione Puglia metterà a disposizione le sue conoscenze, i dati pregressi e quant’altro sotto il coordinamento del commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica dell’area di Taranto.
In quali aree si svolge il progetto MITICA?
Tutte le attività sperimentali, anche se vedono coinvolti ricercatori di università che non sono in Puglia, si svolgeranno nell’area di Taranto.
8 attività sperimentali
Prima accennava a otto attività sperimentali, quali sono?
Si tratta di vari esperimenti per indurre stress nei mitili: temperature, carenza di ossigeno, monitoraggi con sensori per comprendere le risposte biologiche dei mitili ai cambiamenti climatici, attività di resilienza del reclutamento naturale, attività di sequenziamento, quindi di caratterizzazione degli individui resistenti e resilienti per conoscerli in modo più approfondito.
Le altre azioni sono riconducibili alla filiera dei crediti di carbonio. Riguardano i profili giuridici ed economici relativi all’implementazione, certificazione e vendita dei crediti di carbonio, l’attività sul calcolo applicativo per individuare a quanto ammontano e ammonterebbero i crediti di carbonio secondo diversi scenari di allevamento e l’analisi della crescita dei carbonati nei gusci in funzione delle condizioni ambientali presenti.
Tutti i dati confluiscono in un unico studio
Come si collegano queste otto attività?
Pur essendo attività diverse, non sono distanti tra loro. Abbiamo cercato di evitare le ripetizioni, i doppioni: ogni attività ha un suo titolo, ma l’insieme di tutti i dati confluisce in un unico studio che sarà utilizzato per il raggiungimento degli obiettivi finali.
Pertanto, non bisogna considerare le otto azioni come entità separate, ma tutte in comunicazione tra loro.
Nella fase di stesura della proposta progettuale è stato bello coinvolgere tutti i ricercatori per arrivare insieme all’individuazione degli obiettivi di ognuno.
Questo vuol dire che ognuno sarà concentrato sulla sua parte di ricerca, ma non rimarrà confinato all’interno di tale perimetro. Tutto sarà messo insieme affinché la somma dei singoli sia molto più del totale.













