Rinnovabili • Transizione auto, l'Italia è indietro: 13 anni la vita media del parco circolante. Calano le immatricolazioni Rinnovabili • Transizione auto, l'Italia è indietro: 13 anni la vita media del parco circolante. Calano le immatricolazioni

Transizione auto, l’Italia è indietro: 13 anni la vita media del parco circolante. Calano le immatricolazioni

400mila auto in meno rispetto al 2019: il mercato non ha recuperato. Mercato sotto i livelli pre-Covid, auto elettriche ferme al 5,2%, flotte aziendali al minimo in Europa: i dati UNRAE mostrano un settore in affanno mentre la transizione accelera

Transizione auto, l'Italia è indietro: 13 anni la vita media del parco circolante. Calano le immatricolazioni
Immagine creata con IA

In Italia il mercato dell’auto sta soffrendo, più che altrove. Nel 2025 si fermerà tra 1,520 e 1,525 milioni di immatricolazioni, con un calo del 2,2% sul 2024. Il gap rispetto al 2019 pre-pandemia, è di circa 400.000 unità. Per il prossimo anno, la previsione illustrata da UNRAE, nella conferenza di fine anno, è di un lieve recupero: 1,540 milioni di auto, ma comunque insufficiente a colmare il gap accumulato negli ultimi anni.

E il dato, purtroppo, si inserisce in un contesto macroeconomico debole, che rende ancora più complessa la transizione auto europea per famiglie e imprese. L’analisi dell’Associazione viene presentata a Villa Blanc, a Roma, mentre a Bruxelles viene deciso il destino del settore europeo, con la revisione delle restrizioni alle emissioni.

Nel periodo 2019–2024 i prezzi delle auto sono cresciuti del 37%, ma il potere d’acquisto è aumentato marginalmente, contribuendo a una contrazione del mercato del 19% e alla crescita di un parco auto vetusto con una media di 13 ani. E per le auto elettriche come sappiamo ormai, la quota gira sempre intorno al 5%, mentre la media europea è superiore al 20%. Con paesi con numeri molto più alti dei nostri. Anche in paesi, come Grecia, Romania e Portogallo, dove il reddito pro capite è inferiore a quello italiano.

Auto elettriche ferme al 5,2%: il divario con l’Europa

Il dato più emblematico della transizione europea in Italia – come illustra bene il grafico sopra elaborato da UNRAE – riguarda la diffusione delle vetture ricaricabili. La quota complessiva BEV + PHEV si ferma all’11,3%, mentre le auto elettriche pure rappresentano appena il 5,2% del mercato. Il confronto europeo è impietoso: la media degli altri Paesi UE supera il 21%, con punte del 33,4% nel Regno Unito, 28,9% in Germania e 25,1% in Francia. Anche Paesi con un PIL pro capite inferiore a quello italiano mostrano una penetrazione più elevata, come Portogallo (22,0%) e Slovenia (10,4%).

Infrastrutture di ricarica: crescita del 24%, ma resta il ritardo

Sul fronte delle infrastrutture pubbliche di ricarica, l’Italia conta circa 67.000 punti complessivi. Di questi, solo uno su cinque ha una potenza pari o superiore a 50 kW. Nonostante una crescita annua del +24,0%, il Paese resta al 16° posto in Europa, con 13,6 punti di ricarica ogni 100 km di strada, contro una media europea di 20,4. Un limite strutturale che continua a frenare l’adozione dei veicoli elettrici e la fiducia dei consumatori.

Transizione auto: flotte aziendali sono leva debole

Uno dei dati più rilevanti riguarda la penetrazione delle auto aziendali, ferma al 46,8%, il valore più basso tra i cinque Major Market europei. In Germania la quota raggiunge il 66,3%, evidenziando un divario che pesa sulla transizione automotive europea.

Le flotte aziendali, grazie all’elevato tasso di rotazione, rappresentano il principale canale di diffusione di veicoli moderni, sicuri e a basse emissioni sul mercato dell’usato. La loro debolezza in Italia rallenta il rinnovo del parco circolante e riduce l’accessibilità alla mobilità sostenibile.

Incentivi: 923 milioni spesi, ma risultati migliorabili

Nel biennio 2024–2025, sono stati stanziati 923,4 milioni di euro per incentivare l’acquisto di autovetture a zero o bassissime emissioni, con circa 90.000 immatricolazioni nella fascia 0–60 g/km.

Secondo le analisi UNRAE, però, con una riforma mirata della fiscalità delle auto aziendali sarebbe possibile ottenere risultati superiori con risorse molto inferiori: basterebbero 85 milioni di euro per incentivare oltre 100.000 veicoli green, accelerare il rinnovo del parco e generare benefici per ambiente, sicurezza ed erario.

Usato ancora lontano dai livelli pre-crisi

Nonostante tre anni di ripresa, il mercato dell’usato italiano registra un rapporto di 2 auto usate per ogni auto nuova, inferiore rispetto al 3,9 del Regno Unito, al 3,1 della Francia e al 2,3 della Germania.

Il volume complessivo di nuove e usate resta lontano dai 5 milioni di unità del 2019, segnale che le perdite del mercato del nuovo non sono state compensate. I dati UNRAE tracciano un quadro chiaro: senza interventi strutturali su fiscalità, infrastrutture e flotte aziendali, la transizione auto rischia di avanzare in modo disomogeneo, penalizzando Paesi già in ritardo come l’Italia.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.