Gli ultrasuoni trovano oggi applicazione anche negli impianti destinati alla produzione di biogas. In Germania gli impianti che ne sono dotati hanno ottenuto il 25% di produzione in più

Inizialmente utilizzata solo per i fanghi, la macchina “sonora” è in grado di ridurre la biomassa in piccole particelle e pomparle all’interno del digestore; l’operazione dà il miglior rendimento quando la biomassa è più difficile da trattare. In Germania gli impianti che ne sono dotati hanno ottenuto il 25% di biogas in più. “Oggi qualsiasi biomassa può essere trattata dalla macchina a ultrasuoni – sottolinea Eichhorst – e addirittura possiamo affermare che tanto è difficile il materiale da trattare, tanto migliore è il risultato che si ottiene perché nell’operazione di sminuzzamento vengono eliminate quelle sostanze dannose che possono pregiudicare la resa produttiva del biogas. Si tratta di una tecnologia molto versatile, che montata su un impianto non nuovissimo permette all’operatore di verificare immediatamente la sua efficacia attraverso il confronto tra il prima e il dopo”.











