Quando il biogas sceglie gli ultrasuoni

Gli ultrasuoni trovano oggi applicazione anche negli impianti destinati alla produzione di biogas. In Germania gli impianti che ne sono dotati hanno ottenuto il 25% di produzione in più

Quando il biogas sceglie gli ultrasuoni(Rinnovabili.it) – Conto alla rovescia per l’edizione 2014 di Bioenergy Italy, manifestazione professionale e al tempo stesso innovativo laboratorio di idee dedicato alle fonti rinnovabili. Tra le novità di quest’anno la fiera è pronta ad aprire le porte a quella che molti considerano come l’ultima frontiera tecnologica per gli impianti di biogas: gli ultrasuoni. Questo tipo di onde meccaniche sonore si stanno dimostrando particolarmente utili nel garantire il massimo dell’efficacia del trattamento anche quando la materia prima da processare “è più difficile”. Grazie all’azione degli ultrasuoni i substrati della biomassa risultano più facili da degradare e depurare, favorendo il processo di accelerazione del biodigestore. “Questa tecnologia – spiega Christian Eichhorst, direttore generale dell’azienda tedesca Weber Entec GmbH impegnata nella realizzazione e nella applicazione degli ultrasuoni sugli impianti di biogas e presente con il suo stand alla rassegna cremonese – ha dimostrato di garantire un maggiore rendimento del biogas prodotto perché praticamente tutta la biomassa viene utilizzata”.

 

Inizialmente utilizzata solo per i fanghi, la macchina “sonora” è in grado di ridurre la biomassa in piccole particelle e pomparle all’interno del digestore; l’operazione dà il miglior rendimento quando la biomassa è più difficile da trattare. In Germania gli impianti che ne sono dotati hanno ottenuto il 25% di biogas in più. “Oggi qualsiasi biomassa può essere trattata dalla macchina a ultrasuoni – sottolinea Eichhorst – e addirittura possiamo affermare che tanto è difficile il materiale da trattare, tanto migliore è il risultato che si ottiene perché nell’operazione di sminuzzamento vengono eliminate quelle sostanze dannose che possono pregiudicare la resa produttiva del biogas. Si tratta di una tecnologia molto versatile, che montata su un impianto non nuovissimo permette all’operatore di verificare immediatamente la sua efficacia attraverso il confronto tra il prima e il dopo”.