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Trasporto ferroviario europeo: finanziati megaprogetti, ma trascurati quelli “urgenti”

Secondo lo studio di T&E ci sono 84 ammodernamenti ferroviari urgenti che hanno percepito pochi fondi. Criticato finanziamento al Ponte sullo Stretto

Trasporto ferroviario europeo: finanziati megaprogetti, ma trascurati quelli
Fonte immagine T&E

Troppi soldi per progetti ferroviari enormi, ma meno importanti di 84 ammodernamenti chiave. Secondo lo studio di Transport & Environment, la principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, sono stati finanziati dall’Ue 7 megaprogetti ma tralasciate altre iniziative infrastrutturali urgenti. Come, ad esempio, l’ammodernamento delle linee ferroviarie in Sicilia, il cui 85% è a binario unico, preferito al Ponte sullo Stretto.

Sette megaprogetti non urgenti?

Secondo T&E, tra il 2021 e il 2023, sette megaprogetti ferroviari hanno ricevuto il 31% della principale fonte di finanziamento UE per i trasporti, dal CEF, mentre 84 ammodernamenti ritenuti urgenti, solo il 27%. Per T&E i megaprogetti richiedono risorse superiori rispetto a quelle inizialmente previste e tempi di realizzazione più lunghi rispetto ai piani originali. I 6.6 miliardi di euro sono stati stanziati per:

  • Rail Baltica,
  • Galleria di base del Brennero,
  • Collegamento ferroviario Lione–Torino,
  • linea ad alta velocità Porto–Lisbona,
  • Galleria del Fehmarnbelt, Y Vasca e Stoccarda 21.

Megaprogetti rallentano sviluppo rete europea

Lo studio critica il rallentamento nello sviluppo dell’ERTMS, il sistema europeo integrato per la gestione e il controllo del traffico ferroviario, il cui obiettivo principale è sostituire i diversi sistemi nazionali di controllo e comando dei treni esistenti in Europa, che ostacolano l’interoperabilità. Ovvero la capacità dei treni di viaggiare senza interruzioni attraverso i confini nazionali.

Nei due anni analizzati, il sistema ha ricevuto 0.7 miliardi di euro, pari al 3% dei fondi CEF per i trasporti, mentre la piena attuazione potrebbe costare decine di miliardi. L’ERTMS deve essere integrato nella TEN-T, l’iniziativa Ue per sviluppare una rete completa e interoperabile di infrastrutture di trasporto – stradali, ferroviarie, fluviali, marittime, aeroportuali – in tutta Europa. L’obiettivo è realizzarla entro il 2030, ma in alcuni paesi, come Germania, Francia e Polonia, la sua implementazione finora è molto lenta.

Per T&E, finanziare un maggior numero di progetti ferroviari in ogni Paese permetterebbe a più cittadini europei di beneficiare di una migliore connettività. In questo senso concentrarsi su interventi a breve e medio termine rappresenta la via più rapida per aumentare il numero di passeggeri sui treni. “I megaprogetti hanno contribuito a dare alle ferrovie la spinta di cui hanno bisogno, ma stanno togliendo risorse al resto della rete. L’UE deve correggere questo squilibrio e assicurare che il Meccanismo per Collegare l’Europa sostenga tutti gli aggiornamenti necessari lungo i corridoi TEN-T, soprattutto per accelerare l’implementazione del sistema europeo di controllo dei treni” ha considerato Carlos Rico, Rail Policy Officer di T&E.

Invece un aumento del 25% dei fondi destinati ad ammodernamenti cruciali delle ferrovie dal CEF raddoppierebbe le risorse disponibili per interventi di ammodernamento essenziali. Secondo le stime di Transport & Environment, mentre proseguono le negoziazioni sul prossimo bilancio pluriennale dell’UE, dare priorità a questi miglioramenti lascerebbe spazio per l’avvio di progetti fondamentali.

Ponte sullo Stretto? Non è fondamentale per UE

Secondo T&E il Ponte non rappresenta un valore aggiunto per l’integrazione ferroviaria europea, ma rappresenta solo un beneficio a livello locale, cioè italiano, con vantaggi benefici limitati per il trasporto ferroviario internazionale. Il Ponte sullo Stretto di Messina ha ottenuto fondi CEF per studi preliminari, ma lo studio critica questa misura perché non avrebbe i criteri di ammissibilità richiesti dal fondo. Al contrario, quasi tutte le linee ferroviarie sicilane sono a binario unico e solo la metà è elettrificata. “Dare priorità a un’opera come il Ponte sullo Stretto non ridurrebbe significativamente i tempi di percorrenza tra Roma e Palermo, così come non produrrebbe benefici apprezzabili tanto a livello locale e nazionale che per la mobilità transfrontaliera”, per Esther Marchetti, Clean Transport Advocacy Manager di T&E Italia.

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