La mobilità elettrica sbarca in Senato

Attraverso il sistema Consip, Palazzo madama si è dotato di 4 auto elettriche che verranno utilizzate per gli spostamenti istituzionali

La mobilità elettrica sbarca in Senato(Rinnovabili.it) – Il Senato italiano rispolvera la sua immagine verde. Dopo i contratti per una fornitura energetica esclusivamente a base di rinnovabili, l’istallazione di un impianto fotovoltaico e la sostituzione delle lampadine con soluzioni più efficienti, a Palazzo Madama sbarca la mobilità elettrica. Attraverso il Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, l’istituzione si è dotata di quattro Renault Zoe (la prima auto elettrica testata con il nuovo protocollo di test di Rinnovabili.it) e due colonnine di ricarica, ciascuna con due punti di allaccio.

 

L’iniziativa è stata presentata ieri alla stampa dal Presidente del Senato, Pietro Grasso e dai Senatori Questori Antonio De Poli, Laura Bottici, Lucio Malan. “Il Senato lancia oggi un segnale concreto a salvaguardia dell’ambiente: E’ la prima istituzione a farlo. Palazzo Madama diventa green per testimoniare la possibilità che tutti abbiamo di contribuire a un uso più sostenibile delle risorse del pianeta”, ha commentato il senatore questore De Poli.  “Sono delle utilitarie per uso cittadino non blindate. Tale operazione porterà ad un risparmio: una ricarica della batteria costa 4 euro e consente di percorrere 150 km. Lo stesso percorso effettuate con una delle altre autovetture a carburante tradizionale costerebbe 4-5 volte di più. Non solo, l’uso delle auto elettriche comporta minori costi sul tagliando comunale di cui queste macchine non hanno bisogno per circolare nel centro storico di Roma”.

 

Ciascuna colonnina può funzionare in doppio allaccio contemporaneamente, ma con tempi differenti dal momento che un solo un charger point è dotato di ricarica veloce (un’ora e trenta circa). Inoltre, al fine di far fronte ad eventuali situazioni di emergenza per esaurimento dell’energia durante gli spostamenti, le auto sono state dotate di una stazione di ricarica “portatile” che consentirà di alimentare gli accumulatori mediante una presa elettrica di tipo standard, normalmente in dotazione ad autorimesse o officine. Ora il prossimo obiettivo annunciato dal Senato sul fronte energetico è quello di raggiungere un ulteriore risparmio dei consumi elettrici con il rinnovo delle infrastrutture informatiche (server e postazioni di lavoro). Si tratta di un risparmio stimato in 310 mila kW/l’anno con conseguenti benefici sia in termini di impatto ambientale – minori emissioni stimate in circa 230 tonnellate all’anno di CO2 – sia in termini economici. Tutto ciò comporterà infatti un dimezzamento della bolletta dell’energia elettrica di Palazzo Madama, da 100.000 a 50.000 euro all’anno.

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