Mediterraneo area critica per clima e inquinamento: l'elettrico competitivo per due traghetti su tre entro il 2035.

L’analisi T&E: 13,4 Mt di CO2. Italia prima in Europa per emissioni
L’elettrificazione dei traghetti è fondamentale per la lotta alle emissioni inquinanti. In Europa poco più di 1.043 traghetti emettono 13,4 milioni di tonnellate di CO₂, pari alle emissioni annuali di 6,6 milioni di automobili.
L’Italia è il primo Paese europeo per emissioni prodotte durante i viaggi, con 2,4 Mt di CO₂, e colloca quattro porti tra i primi dieci per emissioni da traghetti.
È quanto ha analizzato T&E – Transport & Environment, il principale gruppo europeo per la decarbonizzazione dei trasporti, sul potenziale di elettrificazione dei traghetti europei – nel report tecnico-economico dedicato alla flotta europea. I dati mostrano che oltre la metà dei traghetti potrebbe essere elettrificata entro il 2035, con vantaggi ambientali e, in molti casi, economici. L’età media della flotta europea è di 26 anni. Il rinnovo è urgente.
Nel Mediterraneo si concentra la quota più alta di emissioni, soprattutto sulle rotte domestiche di Italia, Spagna e Grecia. Le tratte internazionali rappresentano meno dell’1% dei viaggi, ma generano un terzo delle emissioni per l’impiego di navi più grandi.
I porti europei che registrano le emissioni più elevate
Dividendo le emissioni di viaggio tra porto di partenza e arrivo, 7 scali mediterranei figurano tra i primi 10. Barcellona è il porto con le emissioni di CO₂ più elevate. Genova è al quinto posto, seguita da Livorno (7°), Palermo (8°) e Civitavecchia (9°).
Sotto il profilo degli ossidi di zolfo (SOx), Dublino è il porto più inquinato nel 2025, seguita da Las Palmas e Holyhead. In città come Barcellona, i traghetti producono 1,8 volte più SOx rispetto a tutte le auto della città.
T&E ha evidenziato che nel 2027 entrerà in vigore una nuova Emissions Control Area nel Nord-Est dell’Atlantico, che imporrà carburanti marittimi a basso contenuto di zolfo. Misure analoghe sono già operative nel Mediterraneo. Tuttavia, le emissioni restano elevate.
Italia primo paese per emissioni dei traghetti
L’Italia guida la classifica europea con 2,4 Mt di CO₂, davanti a Spagna e Grecia. Insieme, i tre Paesi totalizzano 5,7 Mt di CO₂.
Nel caso italiano, il 75% delle emissioni deriva da traffico domestico e soste portuali. In Grecia la quota domestica raggiunge l’82%. Francia e Regno Unito, invece, registrano emissioni più legate ai collegamenti internazionali.
La Norvegia, pur contando quasi 1,2 milioni di viaggi, mantiene emissioni contenute grazie a rotte brevi e navi di dimensioni inferiori.
T&E ha sottolineato che il peso del traffico interno italiano rende la elettrificazione dei traghetti particolarmente strategica. Le rotte fisse e prevedibili facilitano la transizione.
Quanto potrebbe incidere l’elettrificazione dei traghetti sulle emissioni?
Secondo il report, l’elettrificazione e l’ibridazione potrebbero ridurre le emissioni di CO₂ fino al 42%.
Entro il 2035 il 60% dei traghetti europei potrebbe essere tecnicamente elettrificato. Il 52% risulterebbe anche più economico da gestire rispetto alle alternative fossili.
I traghetti sono più semplici da elettrificare rispetto ad altri segmenti marittimi. Le dimensioni contenute e le tratte programmate riducono l’incertezza operativa.
Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager di T&E Italia, ha dichiarato: “I traghetti dovrebbero collegare le comunità, non inquinarle. Ancora oggi, i traghetti bruciano combustibili fossili inquinanti e dannosi per la salute dei cittadini delle città portuali europee. Ma finalmente abbiamo le tecnologie per ridurre queste emissioni: elettrificare i traghetti potrebbe ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e portare una boccata d’aria fresca e pulita a milioni di persone, il tutto riducendo i costi in capo agli armatori”.

Elettrificazione dei traghetti in Italia: qual è il potenziale reale?
La flotta italiana conta 167 traghetti, tra le più grandi in Europa. Secondo T&E, già oggi il 51% dei traghetti italiani è tecnicamente sostituibile con imbarcazioni full electric a batteria. Un ulteriore 26% potrebbe operare in modalità ibrida.
Sul piano economico, attualmente l’elettrico è conveniente nel 26% dei casi. Ma le proiezioni al 2035 cambiano lo scenario. Entro quella data, il passaggio al full electric sarà economicamente sostenibile per il 67% della flotta italiana. Considerando anche l’ibrido, il potenziale di conversione sale al 77%.
T&E ha spiegato che il calo dei costi delle batterie renderà le soluzioni full electric più vantaggiose rispetto ai sistemi ibridi nei prossimi anni.

I porti italiani sono pronti a sostenere l’elettrificazione dei traghetti?
Il nodo principale riguarda le infrastrutture di ricarica. Il 57% dei porti europei avrebbe bisogno di punti di ricarica inferiori a 5 MW. In Italia, tuttavia, alcuni scali richiedono potenze più elevate.
Napoli presenta il fabbisogno più alto: quasi 200 GWh all’anno e una potenza installata richiesta di quasi 30 MW. Il dato riflette il ruolo del porto come hub per Sicilia e Sardegna.
Genova richiederebbe una potenza di picco simile, ma con un consumo annuo inferiore (87 GWh). Palermo si colloca al secondo posto per consumo annuale (142 GWh).
Porto Torres e Cagliari necessiterebbero circa 30 MW di potenza di picco, con fabbisogni rispettivamente di 53,4 GWh e 59,4 GWh.
Scali come Piombino e Portoferraio avrebbero requisiti più contenuti, attorno ai 39 GWh annui, con picchi molto inferiori rispetto ai grandi hub.
La prospettiva economica al 2035
T&E ha concluso che l’elettrificazione dei traghetti non è solo una misura ambientale, ma un’opzione competitiva.
Con una flotta europea mediamente anziana, il momento per investire nel rinnovo coincide con la finestra di discesa dei costi tecnologici. Le rotte brevi e domestiche, come quelle italiane, offrono condizioni favorevoli.
La combinazione tra riduzione dei costi operativi, abbattimento delle emissioni e miglioramento della qualità dell’aria urbana rende la elettrificazione dei traghetti una leva industriale e climatica.












