Riciclo navi, l’Europarlamento approva il nuovo regolamento

Strasburgo ha rafforzato le misure introducendo l’obbligo per le le società di riciclaggio navale di operare in strutture permanenti, progettate, costruite e gestite nel rispetto dell’ambiente

Riciclo navi, l’Europarlamento approva il nuovo regolamento(Rinnovabili.it) – Il Parlamento europeo mette definitivamente fine alla  pratica del “beaching” delle vecchie navi, ovvero l’abbandono sulle spiagge dei paesi emergenti delle imbarcazioni giunte a fine vita. Gli eurodeputati hanno approvato ieri le nuove disposizioni comunitarie concordate dal Consiglio europeo, votando la relazione di Carl Schlyter (Verdi/ALE, DE).

Con l’ok di Strasburgo si conclude l’iter del nuovo regolamento comunitario dedicato al riciclo navi. Il provvedimento, che entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, obbliga tutte le navi registrate nell’UE ad essere smantellate in impianti di riciclaggio approvati a livello comunitario; i siti in questione dovranno soddisfare requisiti specifici, essere certificati e sottoposti a regolari ispezioni.

 

L’Europarlamento ha anche insistito perché nei requisisti venisse inserito il vincolo per le società di riciclaggio navale a operare in strutture permanenti, progettate, costruite e gestite nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e di quelle ambientali; ciò significa dover documentare e soprattutto limitare i materiali pericolosi durante tutto il processo di smantellamento, manipolandoli unicamente su suoli impermeabili con un efficace sistema di drenaggio.

Sia le navi comunitarie, sia quelle non comunitarie, saranno oggetto del regolamento e dovranno produrre un inventario dei materiali pericolosi quando entrano nei porti dell’UE. Saranno gli Stati membri a stabilire le misure di esecuzione, comprese le sanzioni in caso di violazione delle norme. Inoltre, la Commissione dovrà presentare uno studio sulla fattibilità su uno strumento finanziario che agevoli un corretto riciclaggio delle navi all’insegna della sicurezza e, se del caso, presentare una proposta legislativa entro 3 anni dall’entrata in vigore del presente regolamento.

 

Vorrei sottolineare – ha spiegato Schlyter a margine della votazione – che questo non è un attacco contro l’India, il Bangladesh o il Pakistan, paesi che attualmente praticano l’arenamento, ma contro la stessa pratica di arenamento pericolosa e altamente inquinante. Questo regolamento – ha proseguito – incoraggia questi paesi a compiere i necessari investimenti per impianti di riciclaggio adeguati, sopratutto a vantaggio di posti di lavoro sicuri ed ecocompatibili nei loro paesi”.