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L’Europa si è svegliata: “L’industria dell’auto è in pericolo mortale”. La salvezza? Piccole e-car a meno di 20mila €

Il vicepresidente della Commissione europea lancia l'allarme sulla strategia predatoria di Pechino e annuncia l'arrivo di 200 modelli elettrici low-cost. Il plauso del ministro Urso: "L'Italia aveva ragione".

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Automotive, l'Europa si è svegliata:
Immagine fornita da Depositphotos

Entro l’anno in arrivo 200 modelli di auto europea

Per Bruxelles il settore industriale dell’auto è “in pericolo mortale“. A proferire verbo è un’alta carica istituzionale, il vicepresidente della Commissione europea per la prosperità industriale, Stéphane Séjourné, parlando di auto elettriche, campo in cui “abbiamo un obiettivo chiaro. Spezziamo questo circolo vizioso, la triplice batosta che sta colpendo il settore: dobbiamo assicurarci di invertire la rotta, di non perdere valore aggiunto, di non perdere quote di mercato, di ribaltare completamente la situazione, e per farlo, dobbiamo rivolgerci all’industria”.

Europa sfida la Cina

E non manca un pugno allo stomaco alla Cina, il nemico commerciale numero uno per l’industria automotive europea, che per il vicepresidente ha adottato “una strategia predatoria per riversare la capacità produttiva in eccesso sull’Europa“. Pechino nell’ultimo piano quinquennale ha stabilito una strategia d’export di auto elettriche e ibride perché il mercato domestico è saturo e sta iniziando la flessione. “Dal punto di vista dei costruttori – ha aggiunto il commissario nel suo intervento – le importazioni massicce di veicoli cinesi, oltre il 15% dei veicoli elettrici in Europa, dipingono un quadro in cui si vedono fabbriche che rallentano e sono sul punto di licenziare. Quindi è urgente“.

Se fino ad oggi erano i politici nostrani e di altri Paesi (ma senza compattezza) insieme agli industriali a lamentarsi, ora è un membro di peso dell’Ue. “Il risultato è innegabile: perdita di quote di mercato per i nostri produttori e massicce importazioni di modelli cinesi. Gli stabilimenti europei operano a capacità ridotta e incombe lo spettro di licenziamenti di massa“. Parole pronunciate dopo il duro segnale lanciato da Volkswagen che ha annunciato 100mila licenziamenti. E non è la sola azienda in questa condizione.

Auto europea elettrica sta arrivando

Séjourné non si è fermato qui, rilanciando un certo ottimismo europeo. “Possiamo affermarlo apertamente: i veicoli elettrici stanno arrivando sul mercato. Quest’anno ne verranno messi in vendita circa 200 nuovi modelli. Sono molto più economici e beneficeranno inoltre delle riforme europee volte a semplificare la diffusione di veicoli elettrici – quelli di cui parliamo, dal costo inferiore ai 20.000 euro – rendendoli più accessibili per le persone a reddito medio o basso”. Questa è la notizia più attesa dal settore, e forse (ma non ne siamo certi) dagli automobilisti europei, ed italiani. Le piccole elettriche low-cost al di sotto dei 20mila euro, quindi possibili, per favorire la transizione all’elettrico. Il tempo dirà se la strategia è quella giusta.

I numeri di Séjourné: +40% di auto elettriche

Secondo il vicepresidente Séjourné “C’è una quota di mercato del 25% per i veicoli elettrici in Europa, che supera il 35% a livello globale se si includono gli ibridi ricaricabili e una produzione di 13 milioni di veicoli elettrici. Il 20% dei veicoli venduti nel mondo è elettrico e si registra una tendenza al rialzo; nell’ultimo trimestre, in particolare, si è osservato un aumento del 40% delle vendite di veicoli elettrici in Europa“.

Insomma una situazione in miglioramento, che deve (e può) migliorare ancor di più, per il tema della sostenibilità, decarbonizzazione, e perché mobilità elettrica significa anche poter risparmiare con le giuste infrastrutture di ricarica e prezzi energetici favorevoli. Lo sottolinea anche la vicepresidente francese. “Parliamo di un risparmio di 80 euro al mese sul carburante e di 1.000 euro al mese per chi lavora come tassista in una capitale europea: passando all’elettrico, si ottiene proprio questo risparmio“.

Plauso dell’Italia

La notizia non lascia indifferente le cariche istituzionali del nostro Paese. “Il vicepresidente della Commissione Europea, Séjourné, intervenendo a Bruxelles, ha squarciato il velo dell’ipocrisia, dando di fatto ragione all’Italia che, per prima, ha chiesto all’Europa di cambiare per coniugare la sostenibilità industriale con la sostenibilità ambientale e rivedere i meccanismi perversi, ideologici del Green Deal. Il cantiere delle riforme è finalmente aperto per la lungimiranza, la determinazione, la responsabilità, la leadership dell’Italia“. Lo ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’evento Italian Waste Economy, in corso a Roma.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.