Dalla plastica di veicoli fuori uso il grafene per le nuove auto

Paraurti, guarnizioni, tappetini, sedili e rivestimenti delle portiere possono essere trasformati in materia prima seconda di qualità da reimpiegare nel settore dell’automotive

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Credits: Rice University. Dalla plastica di veicoli fuori uso il grafene per le nuove auto

 I risultati della collaborazione tra la Rice University e il Ford Research and Innovation Center

(Rinnovabili.it) – La vecchia plastica dei veicoli fuori uso rinasce sotto forma di materiali preziosi da destinare alla stessa industria auto. Succede in Texas dove un gruppo di scienziati della Rice University ha messo a punto un processo chimico che trasforma i polimeri plastici in grafene di qualità.

Il progetto, realizzato in collaborazione con i ricercatori della Ford Motor Company, mirava a creare un’efficace tecnica di upcycling, termine che identifica processi di riciclo il cui prodotto finale ha un valore più alto dello scarto iniziale. Lo studio propone una tecnica chiamata riscaldamento flash joule, con cui il team della Rice ha dimostrato nel 2020 di poter ottenere grafene da materiali di scarto come avanzi di cibo, plastica e vecchi pneumatici.

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Come funziona? I rifiuti vengono prima macinati in polvere e poi riscaldati a 2.027 °C e 2.727 °C applicando una corrente elettrica. Il processo converte in una decina di millisecondi il carbonio presente nello scarto in scaglie di grafene. Mentre tutti gli altri elementi sono trasformati in gas utili e raccolti. 

Nonostante le alte temperature necessarie, il riscaldamento flash Joule rappresenta un modo molto economico per produrre grafene, richiedendo meno energia di altri processi. E nel nuovo studio, gli scienziati della Rice hanno dimostrato come integrare questa tecnica di upcycling nel mondo reale nel mondo reale.

Nel dettaglio i ricercatori della Ford hanno inviato agli scienziati dell’ateneo oltre 4,5 kg di plastica proveniente da paraurti, guarnizioni, tappetini, sedili e rivestimenti delle portiere di vecchi pick-up F-150. “Era sporca e bagnata”, spiega il chimico James Tour.L’abbiamo trattata e abbiamo rispedito il grafene alla Ford”.

L’azienda ha quindi usato il materiale per rinforzare la sua schiuma di poliuretano, che viene utilizzata per isolare i veicoli da rumori e vibrazioni. Con solo lo 0,1% di grafene in peso, la schiuma ha mostrato una resistenza alla trazione superiore del 34% ed un miglioramento del 25% nell’assorbimento dei suoni a bassa frequenza. “Quindi ci hanno inviato i nuovi compositi, noi li abbiamo trattati, li abbiamo trasformati nuovamente in grafene. È un ottimo esempio di chiusura del cerchio”. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications Engineering (testo in inglese).

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