• Articolo Bruxelles, 15 febbraio 2016
  • Da un documento di lavoro visto dal Guardian

    Cambiamenti climatici, Ue: lo stile di vita deve cambiare

  • I decisori politici devono prendere in considerazione cambiamenti profondi nel nostro stile di vita, o i cambiamenti climatici saranno inarrestabili

Cambiamenti climatici, Ue lo stile di vita deve cambiare

 

(Rinnovabili.it) – Al fine di limitare gli effetti dei cambiamenti climatici, «cambiamenti profondi» nello stile di vita delle attuali generazioni verranno presi in considerazione dalla riunione di oggi tra la Commissione europea e i ministri degli Esteri dell’Unione. Lo ha scoperto il Guardian, anticipando il contenuto di un documento redatto per l’occasione.

Il testo incoraggia gli Stati membri all’apertura di un dibattito ampio sul tema, dal momento che l’accordo siglato alla COP 21, per quanto debole, spingerà le società verso una trasformazione progressiva. È necessario iniziare a discutere seriamente di come limitare il riscaldamento globale a 1.5 °C, tenendo conto che le temperature sono già salite di 1 °C rispetto ai livelli preindustriali. Il tempo è pochissimo, troppo poco, e non si è ancora fatto quasi nulla. L’accordo di Parigi prevede un piano per raggiungere le «emissioni nette zero» il prima possibile dopo la metà del secolo e l’esortazione a contenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 °C.

 

Cambiamenti climatici, Ue lo stile di vita deve cambiare 2«Occorrerà esplorare le possibilità di realizzare emissioni negative così come i cambiamenti profondi nello stile di vita delle generazioni attuali», riporta il documento. Per “emissioni negative” si intendono sistemi di cattura e stoccaggio del carbonio, tecniche di geoingegneria e rimozione della CO2.

Ma questi sistemi sono costosi e presentano rischi ambientali sconosciuti. Non è realistico avallarne lo sviluppo nei prossimi decenni. Piuttosto, è fondamentale una revisione degli impegni climatici contenuti nel Pacchetto Clima-Energia 2030, che prevede un taglio delle emissioni del 40% rispetto ai livelli del 1990. Un target già obsoleto dopo le richieste contenute nel patto climatico della COP 21. Ma l’Europa non ha grandi intenzioni di rimettere mano alla normativa, schiacciata dalle resistenze dell’industria fossile. Perciò, il Commissario Cañete ha già da tempo annunciato che non vi saranno revisioni, da parte di questa Commissione, dell’ambizione degli impegni climatici. Se ne occuperà l’esecutivo del 2018, dopo l’uscita del prossimo rapporto IPCC.

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