• Articolo Reykjavik, 7 marzo 2013
  • Il progetto mobiliterà 500 milioni di dollari

    Geotermia, la Banca Mondiale lancia il Piano di Sviluppo Globale

  • Obiettivo, ridurre i rischi connessi alle attività di perforazione esplorativa

Geotermia, la Banca Mondiale lancia il Piano di Sviluppo Globale(Rinnovabili.it) – C’è la geotermia nei piani della Banca Mondiale. L’istituto finanziario ha annunciato in questi giorni un nuovo impegno a livello internazionale per espandere la produzione delle fonti rinnovabili nei paesi in via di sviluppo toccando una risorsa ancora grandemente sottoutilizzata: l’energia della terra.

 

L’energia geotermica potrebbe essere una vittoria tripla per i paesi in via di sviluppo: pulita, affidabile e locale. E una volta che l’impianto è installato e funzionante, si ottiene energia a buon mercato e praticamente senza fine”, ha spiegato l’a.d. della Banca mondiale Sri Mulyani Indrawati, invitando invitato i finanziatori, banche multilaterali, governi e settore privato di partecipare al nuovo Piano Globale di Sviluppo Geotermico redatto dall’ente. Il piano nasce con l’obiettivo di migliorare la gestione e ridurre i rischi connessi alle attività di perforazione esplorativa per portare quella che oggi è ancora una fonte marginale di energia rinnovabile nell’alimentazione di milioni di persone.

 

Il progetto identificherà i siti promettenti e le leve finanziare per lo sviluppo di progetti commercialmente redditizi. Obiettivo iniziale del Piano è quello di mobilitare 500 milioni di dollari e i finanziatori potranno prendervi parte individuando progetti validi, attraverso l’assistenza bilaterale, nonché contribuendo attraverso canali esistenti come i Climate Investment Funds (CIF) o il Global Environment Facility (GEF). “Fino ad ora, il nostro lavoro si è concentrato a livello locale  e regionale”, ha continuato Sri Mulyani.“Questi sforzi sono importanti, e dovrebbe continuare. Ma ciò che è necessario oggi è una spinta globale. Solo uno sforzo internazionale metterà l’energia geotermica al suo posto – come fonte di energia primaria per molti paesi in via di sviluppo”.