• Articolo Brasilia, 22 novembre 2011
  • Pro e contro per l'idroelettrico brasiliano

    La diga di Belo Monte tra favorevoli e contrari

  • Contrarie le associazioni ambientaliste, favorevole il ministro dell’energia e gli esperti di settore. La diga di Belo Monte continua a far parlare di sè

(Rinnovabili.it) – Piovono le critiche sulla diga di Belo Monte, il mega progetto idroelettrico che dovrebbe portare energia a tutto il bacino del fiume Xingu, affluente del Rio delle Amazzoni. I numeri la descrivono, una volta attivata nel 2015, come la maggiore diga del Pianeta, in grado di produrre energia al pari di 11 centrali nucleari, ma questo non soddisfa pienamente chi vede nel progetto la distruzione dell’ecosistema fluviale che subirà le conseguenze di anni di cantieri edili. Da non tralasciare le difficoltà delle popolazioni che vivono sulle rive del fiume sfruttandone le potenzialità per mandare avanti i villaggi e che presto si vedranno private del corso d’acqua, deviato per necesstià di costruzione e saranno quindi costrette a spostarsi. Queste sono solo alcune delle motivazioni che stanno generando il malcontento delle associazioni ambientaliste che nel mese di ottobre hanno occupato il cantiere per cercare di fermare i lavori sostenendo che la costruzione lungo il bacino del fiume di almeno 10 centrali idroelettriche sarà fatale per l’ecosistema amazzonico e potrebbe tradursi in un disastro ecologico irreversibile causato principalmente dalla deforestazione e dalla deviazione dei corsi d’acqua.

La pensa diversamente il Ministro dell’energia del Brasile, Edison Lobão, dichiaratosi a favore del progetto sostenendo che la diga che sta sorgendo sul fiume Xingu, “sarà un esempio per il mondo, non solo come colosso dell’ingegneria moderna, ma anche come modello di sviluppo sostenibile, con assoluto rispetto per l’ambiente e le popolazioni stabilitesi nelle immediate vicinanze” aggiungendo che la centrale nasce anche con lo scopo di soddisfare il crescente bisogno di energia del paese, le cui necessità raddoppieranno nell’arco dei prossimi 15 anni. Anche per questo il ministro sostiene la necessità di realizzare impianti idroelettrici , “una fonte di energia pulita e rinnovabile” annunciando al contempo numerosi nuovi investimenti nell’eolico, solare e impianti alimentati a biomasse.