• Articolo Roma, 18 febbraio 2013
  • Dal Cdm 2 nuovi regolamenti che completano il quadro normativo di recepimento della Direttiva 2002/91/CE

    Rendimento energetico in edilizia: Italia uniformata alla UE

  • Introdotte semplificazioni amministrative per i cittadini e le PA in tema di controlli e ispezioni dei sistemi di condizionamento dell’aria e stabiliti i requisiti professionali per i certificatori

Rendimento energetico in edilizia: Italia uniformata alla UE (Rinnovabili.it) – L’Italia completa il quadro normativo di adeguamento alle direttive comunitarie in tema di rendimento energetico in edilizia. Il CdM lo scorso venerdì ha infatti approvato l’ultimo tassello ufficiale che sana il gap legislativo del Belpaese denunciato da Bruxelles. Dopo numerosi richiami formali ed informali, lo scorso aprile infatti la Commissione europea aveva avviato una procedura di infrazione a carico dell’Italia per le inadempienze legate al recepimento della Direttiva 2002/91/CE. Il Governo, dopo aver abolito l’autocertificazione in classe G e resa obbligatoria l’ispezione periodica degli impianti di climatizzazione e la relativa valutazione energetica alla fine del mese scorso, completa il recepimento approvando in Consiglio due regolamenti che attuano il decreto legislativo n. 192 del 2005“Il primo regolamento – si legge dalla nota stampa pubblicata sul sito governativo – riguarda l’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari. Il regolamento ha già acquisito i pareri favorevoli del CNR, dell’ENEA, del CNCU e del Consiglio di Stato, nonché l’intesa della Conferenza unificata”. Il provvedimento in questione:

 

– definisce una disciplina dei controlli e delle ispezioni degli impianti di climatizzazione estiva che integra quella già esistente per gli impianti di climatizzazione invernale;

– prevede che anche le ispezioni per gli impianti termici vengano effettuate in maniera indipendente da esperti qualificati o riconosciuti;

– introduce alcune semplificazioni amministrative per i cittadini e le PA in tema di controlli e ispezioni dei sistemi di condizionamento dell’aria.

Il secondo regolamento stabilisce invece i requisiti professionali e i criteri di accreditamento necessari per assicurare la qualificazione professionale ai tecnici abilitati, agli Enti pubblici e agli organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell’energia e lidell’edilizia, agli organismi pubblici e privati qualificati a effettuare attività di ispezione nel settore delle costruzioni edili, opere di ingegneria civile in generale e impiantistica connessa, accreditati presso l’organismo nazionale italiano di accreditamento e alle società di servizi energetici (ESCO).