• Articolo Lodi, 23 dicembre 2014
  • Il protocollo di intesa è stato redatto in risposta alla direttiva europea sugli “acquisti verdi

    Viscolube alleata di Lodi nel segno del Coou

  • L’azienda di rigenerazione del sistema Coou si accorda con il Comune lombardo, che promuoverà l’uso degli oli usati nei bandi di gara

Viscolube alleata di Lodi nel segno del Coou(Rinnovabili.it) – Il Comune di Lodi promuoverà l’utilizzo di olio lubrificante rigenerato all’interno dei propri bandi di gara. E’ stato appena siglato un protocollo di intesa fra l’Assessorato all’Ambiente del  Comune lombardo e Viscolube, l’azienda italiana del sistema Coou leader in Europa nella riraffinazione degli oli usati: l’accordo è stato redatto in risposta alla direttiva europea sugli “acquisti verdi” da parte delle amministrazioni pubbliche, e segue quelli già siglati dall’azienda con i comuni di Savona, Mantova, Genova e Perugia. Gli enti locali si sono convinti anche grazie ai risultati delle sperimentazioni, che hanno confermato come il lubrificante rigenerato che si ottiene dall’olio, possieda caratteristiche almeno equivalenti ai lubrificanti di prima raffinazione. Dunque, garantisce ai motori prestazioni equivalenti, ma presenta più di un vantaggio: quello ambientale e quello economico.

Con la firma del protocollo d’intesa, il Comune di Lodi si impegnerà a diffondere la cultura dell’utilizzo dell’olio rigenerato nell’ambito degli acquisti pubblici, promuovendo bandi di gara per l’acquisto di prodotti lubrificanti che prevedono la presenza di oli rigenerati, favorendo così la riduzione dell’inquinamento e il consumo di petrolio.

 

L’impatto ambientale dell’olio ottenuto con basi rigenerate, infatti, è inferiore a quello prodotto dall’olio di prima raffinazione quanto a emissione di particelle sottili e di CO2, consumi energetici, riscaldamento atmosferico ed effetto serra. La rigenerazione dell’olio lubrificante usato consente inoltre al nostro Paese di risparmiare sulle importazioni di petrolio per la produzione di basi lubrificanti nuove. I dati del Coou, il Consorzio obbligatorio degli oli usati, dicono che in 30 anni il nostro Paese ha evitato circa 3 miliardi di euro di spese per l’import. Inoltre, grazie al lavoro del Coou, il cui sistema si basa su aziende di raccolta e imprese di rigenerazione, viene recuperata la quasi totalità dell’olio usato raccoglibile e il 90% viene avviato al riciclo: un risultato che non ha pari in Europa e ha portato Paesi come la Cina e gli Stati Uniti a interessarsi alla “soluzione italiana” in termini di know how, assetti normativi e regolamentari, gestione di raccolta e tecnologie di rigenerazione.

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