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La sostenibilità della filiera macro-arredo, strumento di competitività

La Presidente del Salone Mobile di Milano, Maria Porro, ha spiegato perché la sostenibilità della filiera macro-arredo può essere il jolly per le aziende del settore sul mercato cinese

La sostenibilità della filiera macro-arredo, strumento di competitività
Foto di Salone del Mobile.Milano ©Ludovica Mangini

di Fabrizia Sernia    

La clientela  cinese ama qualità e sostenibilità degli arredi Made in Italy 

Se l’ottovolante delle Borse del mondo innescato dalle decisioni sui dazi del Presidente USA Donald Trump ha avuto, fra gli altri, l’effetto per i Paesi dell’UE di guardare a nuove collaborazioni commerciali con i mercati emergenti, anche un Paese come la Cina potrebbe diventare il Piano B, rispetto agli Usa, in veste di importante partner commerciale per le imprese italiane ed europee della filiera del legno-arredo. E ciò grazie al rispetto delle regole sulla sostenibilità dei prodotti, requisito ineludibile nella UE e fiore all’occhiello dei prodotti di qualità del made in Italy. 

In occasione del Salone del Mobile.Milano i dati di Federlegno Arredo hanno evidenziato come gli Usa, nel 2024, con 2,2 miliardi di euro di import dall’Italia, abbiano rappresentato per il macrosistema arredamento un mercato strategico in crescita dell’1,5% sul 2023. Risultati che potrebbero non replicarsi più per effetto degli accadimenti in corso. Rinnovabili.it, a margine delle premiazioni al Salone Satellite 2025, che è la “palestra” dei giovani designer e innovatori under 35, nel cuore del Salone Mobile. Milano, ha chiesto alla Presidente Maria Porro se la Cina rappresenti una prospettiva concreta sia di sviluppo che di crescita commerciale per le aziende italiane del macrosistema arredamento, nel rispetto della sostenibilità. La risposta è stato un “sì” profondamente convinto. In Cina, ha svelato, “i prodotti italiani sono molto apprezzati nell’arredo per queste caratteristiche”.  

Presidente Porro la cifra della sostenibilità attraversa il Salone del Mobile.Milano. Ma in un momento così difficile, qual è la prospettiva per i giovani innovatori e designer? 

Sicuramente questo momento così difficile potrebbe portarci a credere che dobbiamo concentrarci esclusivamente sul breve termine, ma credo che sarebbe un errore. È chiaro che occorre essere coerenti e molto cauti.

È un periodo molto complicato, tuttavia non possiamo rinunciare ai passi in avanti che abbiamo fatto in questi anni. Non possiamo neanche rinunciare a questo sforzo continuo, perché è quello che ci rende diversi e ci fa apprezzare sui mercati internazionali, pertanto questa direzione che non solo il Salone ma l’intera comunità del design italiano e europeo ha preso, deve essere mantenuta e proseguire con grande forza e coerenza, cercando di armonizzare le regole e le normative.

Lo sforzo dell’armonizzazione è quello che occorre portare avanti anche in Europa affinché emerga il valore delle aziende anziché una penalizzazione. Occorre puntare sempre molto in alto, continuare nella ricerca degli investimenti con sostenibilità, lavorare coesi, a livello di lobby europea, per una semplificazione e armonizzazione, almeno riguardo ai paesi UE.

Da più voci, durante il Salone del Mobile. Milano, è stata espressa sia la necessità di aprirsi ai nuovi mercati, sia di consolidare i rapporti con altri Paesi, fra cui spicca la Cina. Ma se è vero che le   imprese per orientarsi verso nuovi mercati hanno bisogno di tempo, è anche vero che  la Cina non ha mai brillato per l’impegno nella sostenibilità…  

È vero, tuttavia le aziende italiane trovano nella clientela cinese degli interlocutori sempre più preparati per quanto riguarda le tematiche della sostenibilità. Il prodotto italiano è molto apprezzato, perché fornisce una garanzia non soltanto di durata nel tempo, ma anche sui materiali utilizzati, che sono materiali banalmente anche solo atossici. Pertanto, il fatto che in una abitazione in Cina si utilizzino arredi di questo tipo per il consumatore cinese sta diventando sempre più importante e questa qualità può essere garantita dai produttori italiani.

Ecco perché queste caratteristiche in un certo senso rappresentano una possibilità per le imprese, anzi la sostenibilità delle aziende diventa  uno strumento per accedere a questi mercati. Anche sui grandi pointer c’è grande attenzione a queste tematiche. Sul mercato cinese abbiamo fatto quattro edizioni in Cina, aiutando le imprese a creare un vero e proprio sistema distributivo. In  questo momento c’è bisogno di sostenerle.

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About Author / Fabrizia Sernia

Giornalista professionista e divulgatrice scientifica con oltre trentacinque anni di esperienza nei media scientifici, economico-finanziari e nella comunicazione istituzionale. Grazie alla formazione accademica trasversale – Laurea in Matematica alla Sapienza di Roma e Diploma di Master Biennale alla LUISS in Giornalismo e Comunicazioni di Massa-, fin dagli esordi della propria attività professionale ha coltivato l’interesse per le possibili connessioni fra STEM e Scienze Umane. Dopo una prima fase professionale nel campo logico - matematico dedicata alla costruzione e gestione di Modelli matematici di supporto alle decisioni in una grande azienda informatica italiana, ha scelto di orientarsi verso il giornalismo. Nel corso degli anni ha scritto per molti importanti quotidiani e periodici – come redattrice o collaboratrice –, fra cui Mondo Economico, Affari e Finanza di Repubblica, Sole 24 Ore, Panorama -, occupandosi di temi economici e scientifici. E’ stata Direttore Responsabile della testata AIDA Informazione, Rivista scientifica di Scienze dell'Informazione dell’Università della Calabria. Con Rinnovabili ha un rapporto sempre vivo da oltre dieci anni. I temi di maggiore interesse riguardano i risultati della ricerca scientifica, la sostenibilità, l’innovazione e oggi, con una curiosità crescente e inarrestabile, gli sviluppi e gli impatti dell’Intelligenza Artificiale in tutti gli ambiti dell’intelligenza umana.