La Clean Energy Investment Strategy della Commissione Europea delinea un piano strutturato per colmare il massiccio deficit di finanziamenti necessario alla transizione energetica entro il 2040.

Come la Commissione UE punta a colmare un gap di 660 mld/a
“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, recita un vecchio adagio. E tra gli obiettivi della transizione energetica e il capitale disponibile per metterli a terra esiste oggi uno spazio ugualmente ampio. Un divario che si fa ancora più profondo a causa di uno scenario incerto che spaventa gli investitori. Per fornire nuove sicurezze, il 10 marzo la Commissione europea ha presentato la Strategia di investimento per l’energia pulita (Clean Energy Investment Strategy), un piano per finanziare la transizione mobilitando il capitale privato.
L’obiettivo? Colmare quel gap di circa 660 miliardi di euro all’anno fino al 2030, necessario per sostenere la decarbonizzazione del sistema energetico. “Per sfruttare al meglio le nostre fonti energetiche, l’Europa ha bisogno di un cambiamento radicale nel suo sistema energetico e nelle sue infrastrutture”, spiega l’Esecutivo UE nel suo comunicato stampa.
La Strategia di investimento per l’energia pulita
La strategia contribuirà a ridurre i rischi dei progetti e a mobilitare finanziamenti privati per le reti, le tecnologie innovative e l’efficienza energetica.
Per raggiungere i traguardi citati, la Commissione ha delineato quattro linee d’azione principali focalizzate su: infrastrutture, riduzione dei rischi tecnologici, efficienza energetica e cooperazione istituzionale. Il Gruppo della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) svolge un ruolo trasversale, impegnandosi a erogare oltre 75 miliardi di euro in finanziamenti nei prossimi tre anni per supportare gli obiettivi della strategia.
Infrastrutture di rete
Le infrastrutture di rete rappresentano la spina dorsale del sistema energetico. Ecco perché la strategia introduce strumenti specifici per sostenere gli operatori delle reti di trasmissione e di distribuzione (TSO e DSO). Tra questi, una piattaforma azionaria in cui la Banca Europea per gli Investimenti impegnerà circa 500 milioni di euro per co-investire in progetti infrastrutturali critici accanto a investitori privati.
Non solo. La BEI agirà come investitore di riferimento per l’acquisto di bond ibridi, che vengono trattati come patrimonio netto, migliorando la capacità di indebitamento degli operatori. Prevista anche una operator Securitisation Facility (OSF), strumento per trasformare i flussi di entrate regolamentate future in liquidità immediata, attirando capitale istituzionale senza perdere la proprietà pubblica degli asset.
Il de-risking per l’innovazione
La nuova strategia mira ad accelerare la commercializzazione di tecnologie innovative ma non ancora mature attraverso investimenti mirati in settori come l’accumulo di energia a lungo termine (LDES), l’eolico e il fotovoltaico galleggiante, l’energia oceanica e la cattura del carbonio (CCS/CCUS). Nella comunicazione si cita anche l’utilizzo di venture debt e altri prodotti finanziari per ridurre i rischi legati allo sviluppo della filiera nucleare modulare, unitamente a un fondo a gestione privata per colmare il divario di finanziamento delle aziende deep-tech nel settore energetico.
Efficienza Energetica
Sotto il profilo dell’efficienza energetica — aspetto essenziale ma spesso sottovalutato — la Commissione annuncia il lancio di un progetto pilota nel 2026 per mobilitare 500 milioni di euro. L’iniziativa permetterà alle imprese, soprattutto PMI, di implementare soluzioni di efficienza senza costi iniziali, ripagandole tramite i risparmi ottenuti. È prevista anche la creazione di un Energy Efficiency Accelerator nell’ambito del prossimo bilancio UE per aggregare i progetti di investimento e facilitarne l’accesso ai mercati dei capitali.
Cooperazione
La Strategia di investimento per l’energia pulita propone di istituire, nel secondo trimestre del 2026, l’Energy Transition Investment Council (ETIC): una piattaforma di dialogo permanente tra Commissione, Stati membri, BEI e investitori istituzionali per allineare le politiche UE alle necessità del mercato finanziario.












